Compromessi Sposi: Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono presentano il film

scritto da: Ludovica Ottaviani

Compromessi Sposi è il titolo della nuova commedia diretta da Francesco Miccichè con protagonisti i mattatori assoluti Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono che dividono la scena insieme a Dino Abbrescia, Rosita Celentano, Elda Alvigini, Valeria Bilello, Susy Laude, Sergio Friscia, Carolina Rey e ai giovanissimi Lorenzo Zurzolo e Grace Ambrose, tutti presenti alla conferenza stampa di presentazione del film.

Il film (qui il trailer ufficiale) uscirà nelle sale il 24 gennaio grazie a Vision Distribution e alla co-produzione italo-britannica della Camaleo (sotto l’egida produttiva di Roberto Cipullo, Mario Pezzi, Alberto Salerno e Manuela Montella), in collaborazione con Sky Cinema e Tim Vision, il tutto patrocinato dai comuni di Gaeta e Formia che hanno ospitato il set del film, trasformandosi in suggestive location naturali (e non solo).

Una giovane fashion blogger di Gaeta e un giovane cantautore milanese sembrano completamente diversi e distanti tra loro, ma quando scocca la scintilla dell’amore tutte le differenze scompaiono lasciando il posto al desiderio di sposarsi. Ma anche le loro famiglie non hanno niente in comune: i rispettivi padri – Gaetano (Salemme) rigido sindaco del Sud e Diego (Abatantuono) ricco imprenditore del Nord – si odiano immediatamente. A unirli un solo obiettivo: impedire a ogni costo il matrimonio dei figli. In una guerra senza esclusioni di colpi, combattuta con ogni mezzo, coinvolgendo ogni membro della famiglia, riuscirà la coalizione paterna a scongiurare le nozze dei figli?

Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono presentano alla stampa Compromessi Sposi

Francesco Miccichè, il film è una commedia sul matrimonio – che è il grande asse narrativo – ma si parla anche, con allegria e tono lieve, della realtà politica italiana.

Francesco Miccichè: «Sì, il tema politico è incarnato dalla figura del sindaco di Gaeta che è “il nuovo che avanza”, un sindaco grillino eletto dal popolo; il tema politico c’è ma non c’è allo stesso tempo, è stato toccato lateralmente. Non è proprio l’obiettivo del film, che vuole invece ruotare intorno a due famiglie che si incontrano con varie difficoltà. Compromessi Sposi è stato realizzato molto velocemente e devo dire che, il tema della riflessione finale, arriva solo oggi a mente fredda: l’idea di famiglia che incarna il film vede protagonisti dei padri distratti che non si accorgono delle bellezze che i figli hanno loro da offrire».

Di solito, nelle commedie, i figli sono rappresentati come insopportabili o direttamente da “strapazzare”, lontani anni luce dai genitori che qui invece sono davvero degli immaturi.

Francesco Miccichè: «Esatto, qui sono più adulti e maturi i figli dei rispettivi genitori e gli errori dei padri contano molto: in due scene importanti del film, i personaggi di Gaetano e Diego chiedono scusa ai figli. Comunque l’idea di base scritta da Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Fabrizio Nardi, Massimiliano Vado e Christian Marazziti a partire da un soggetto di Roberto Cipullo (anche produttore del film, NdA) nasce da un’ispirazione molto forte legata al film Totò, Fabrizi e i Giovani d’Oggi, una riflessione sempre attuale sulle difficoltà dei giovani ma soprattutto dei padri nell’accettare il matrimonio dei figli».

Domanda rivolta al cast: potete parlarci un po’ dei vostri personaggi?

Vincenzo Salemme: «In Compromessi Sposi interpreto Gaetano, un integerrimo sindaco di Gaeta, un uomo dall’enorme fragilità, coperta appunto da una stretta osservanza delle regole; è un padre che teme sua figlia e forse non la conosce nemmeno troppo bene. Spesso temiamo che i figli possano scoprire le nostre fragilità, e questo ci rende più vulnerabili; il mio ruolo appartiene molto alle corde di un mostro sacro come Aldo Fabrizi, mentre stranamente quello di Diego è più simile ai personaggi incarnati da Totò, creando così in tal modo un incrocio inversamente proporzionale molto affascinante. E poi, devo ammetterlo: sono da sempre un fan dei film di Diego!»

Diego Abatantuono: «Nella commedia ormai, per sopraggiunti limiti d’età, interpreto sempre il padre e visto che anche nella vita è un ruolo che ricopro sono allenato. Ovviamente nella vita non succedono tutte le cose che accadono in media nei film, nei quali i personaggi sono naturalmente contrapposti per limiti geografici e poi per differenze caratteriali; ad esempio, all’inizio – durante la prima stesura del copione – c’erano delle evidenti differenze politiche tra i due che poi ho stemperato in un secondo momento; il mio personaggio è divertente, è vero, ma la vera chiave determinante è il rapporto tra i due che, messi a contrasto, risultano interessanti mentre se presi isolati potrebbero esserlo meno».

Elda Alvigini: «Devo ringraziare il regista, Miccichè, che mi ha coinvolto nel progetto e poi la produzione che mi ha confermato nel ruolo. All’inizio ero preoccupata all’idea di lavorare con Abatantuono e Salemme: quando sul set improvvisavo loro rispondevano e sentire che potevo tenere una battuta improvvisata nel ciak finale mi ha fatto sentire molto bene, soprattutto perché non sono un’attrice nata nell’ambito della commedia».

Rosita Celentano: «Sono stata davvero felice di partecipare al film, soprattutto quando ho saputo che, nel cast, c’erano Salemme e Abatantuono. All’inizio il mio personaggio nasce come ricco e sprezzante, poi però si è trasformato nella figlia ereditiera di un uomo che si è mangiato tutto tra soldi e donne: mi piaceva l’idea d’interpretare una donna fragile e con dei lati fastidiosi quanto ingessati».

Metà del film Compromessi Sposi è basato sui battibecchi tra i personaggi interpretati da Vincenzo e Diego. Com’è nata questa affinità tra voi due? E invece per quanto riguarda, effettivamente, i due “compromessi sposi” del titolo Grace Ambrose e Lorenzo Zurzolo?

Vincenzo Salemme: «L’affinità nasce in modo naturale, o c’è o non c’è; poi si può affinare, è quasi culturale e s può percepire come un modo identico d’intendere un lavoro e la vita stessa, nonostante le diversità. Si tratta di un’affinità elettiva nell’ambito specifico del nostro mestiere».

Diego Abatantuono: «La sceneggiatura si manipola sul set, si adatta: quindi tante battute non sono improvvisate perché vengono elaborate precedentemente. L’affinità e il crescendo nascono dal confronto continuo tra le persone e lavorare con persone capaci comporta a far maturare una grande affinità sullo schermo. Con Vincenzo sono stato benissimo sul set, perché è una persona onesta».

Lorenzo Zurzolo: «L’esperienza sul set di Compromessi Sposi è stata un vero onore, soprattutto lavorare a fianco a loro: si tratta di due mostri sacri, era difficile restare nel personaggio senza distrarsi davanti alle loro battute!»

Grace Ambrose: «Sono davvero contenta d’aver avuto questo ruolo; la sfida più grande sul set era quella di essere credibili, soprattutto per me e Lorenzo, portando il pubblico dalla nostra parte e rendendo tutto molto realistico».

Francesco, che clima c’era sul set di Compromessi Sposi?

Francesco Miccichè: «Non è stato complesso lavorare con due mostri sacri come Salemme e Abatantuono e il compito del regista, in questi casi, è quello di creare questa affinità tra professionisti di tale calibro. Non è difficile lavorare e assistere alle modifiche che apportano in corso d’opera».

Diego Abatantuono: «Quello che sembra improvvisato, ha sempre del lavoro prima: come abbiamo già detto, le improvvisazioni vengono calibrate e poi adeguate al contesto del film».

Vincenzo Salemme: «Compromessi Sposi è un film articolato dove sono tutti molto bravi e anche i ruoli comprimari funzionano. Questo succede perché c’è alla base un ottimo lavoro d’equipe e una sceneggiatura con dei plot twist inaspettati che portano verso delle svolte narrative che tengono sempre alta l’attenzione dello spettatore».

Un’ultima domanda: il linguaggio utilizzato nel film è molto “colorito” e vivace: cos’ha dettato questa scelta? La ricerca della risata oppure un attento studio della realtà?

Francesco Miccichè: «L’uso della parolaccia non è eccessivo all’interno della nostra commedia rispetto ad altri film; ormai fa parte del linguaggio moderno e credo sia una necessità realistica, e poi tutto ciò che accade all’interno della wedding comedy Compromessi Sposi è credibile e rientra in un percorso di ricerca del realismo».

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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