Natale a 5 Stelle presentato alla stampa: “Un omaggio a Carlo Vanzina”

scritto da: Ludovica Ottaviani

Natale a 5 Stelle è l’ultimo film scritto dalla consolidata coppia del cinema italiano composta da Enrico e Carlo Vanzina. Dopo la prematura scomparsa di quest’ultimo, il film è passato nelle mani del regista figlio d’arte Marco Risi, che ha riunito un cast di sodali dei film natalizi dei due autori: Massimo Ghini, Ricky Memphis, Martina Stella, Paola Minaccioni, Massimo Ciavarro, Andrea Osvart, Biagio Izzo e il tedesco Ralph Palka, tutti presenti a Roma per presentare il film alla stampa.

Per parlare di questa graffiante satira legata a doppio filo con l’attualità (qui il trailer ufficiale), sembra impossibile non commemorare la figura di Carlo Vanzina, ricordato attraverso le parole malinconiche del fratello Enrico, che ha subito raccontato la storia nascosta dietro al film:

«[…] Parlo spesso di me e di Carlo e sono sempre commosso quando accade perché la sua morte è successa poco fa; so che lui è comunque qui, ne sono convinto. Anni fa, dopo aver fatto il film Un Matrimonio da Favola, siamo entrati in contatto con l’attrice Andrea Osvart, che ci fece leggere la commedia scritta dall’inglese Ray Cooney. L’attrice ne aveva comprato i diritti in Ungheria perché proprio lì, anni prima, era stato realizzato un film diventato un caso mediatico per il grande successo avuto con il pubblico e la critica.

In Ungheria avevano già fatto il film tratto dalla commedia, che ancora oggi è il più grande successo al botteghino mai raggiunto nel paese; questi numeri ci hanno incuriosito, e visto che all’epoca eravamo impegnati con Vincenzo Salemme sul set, gli abbiamo sottoposto la commedia: da navigato attore teatrale qual è, quest’ultimo ha amato subito i ritmi e i tempi della farsa inglese, dettaglio che ci ha quindi spinto a realizzarne una trasposizione teatrale tutta italiana da poter girare a Budapest, la splendida capitale magiara dove la Osvart è tornata per aprire la propria casa di produzione con la quale ha co-prodotto Natale a 5 Stelle.

Gli altri produttori sembravano tutti indecisi: noi non avevamo trovato nemmeno il titolo ancora, quando a Carlo venne in mente Weekend a 5 Stelle, perché tutta l’intera vicenda era ambientata in un lussuoso albergo; però abbiamo deciso di coinvolgerci – nel mezzo – anche la politica visto il titolo, contestualizzando in tal modo la sceneggiatura tanto da renderla, via via, verosimilmente più italiana possibile.

Ma, ahimè, all’improvviso Carlo si è ammalato; nel frattempo, siamo entrati in contatto con la casa di distribuzione – e ora anche di produzione – Lucky Red, dove s’innamorano tutti del progetto tanto da decidere di farlo ad ogni costo. Carlo pensava, fino a pochi giorni prima della sua morte, di poter continuare a vivere; ma verso gli ultimi giorni mi ha chiesto di parlare con Marco Risi, regista e suo migliore amico, e questo prima che arrivasse la svolta definitiva targata Netflix.

Quest’ultimi sono, infatti, subentrati come co-produttori con un unico desiderio: quello di distribuire ad ogni costo il film sotto le festività natalizie; in compenso, loro lo tratteranno come una produzione originale Netflix Italia, la prima che riguarda espressamente un film di Natale. Elemento che mi ha mandato in crisi, perché con Carlo era dal 2000 che non abbiamo più girato quelli che chiamate “cinepanettone”. Ma penso che anche lui sarebbe stato d’accordo con le mie scelte, così mi sono deciso a dire “sì” a distanza di ben 35 anni da nostro primo film di Natale; solo che questa volta l’uscita del film non è prevista nelle sale ma solo sulla piattaforma VOD Netflix, un modo ideale per tornare a fare film (di Natale) in grande stile, rapportandosi all’attualità.

Con Vacanze di Natale (1983) abbiamo realizzato un film buffo, diventato di culto e che immortala l’Italia precisamente nel 1983, mostrando come eravamo; e così dev’essere il film di Natale nel suo obiettivo, accontentando il pubblico più diverso, senza mai perdere una forte connotazione contemporanea della storia che è un aspetto importante, nonché una svolta – nel caso specifico di Natale a 5 Stelle – di una sceneggiatura scritta all’85% con Carlo (che poi è morto senza riuscire a firmare il contratto) e al 15% da me, con delle revisioni sostanziali che lo ancorano ai riferimenti alla politica attuale.

Marco Risi è tornato a fare la commedia basandosi sui ritmi e i tempi di Carlo, per esempio, e poi questo film si riappropria di un aspetto dimenticato dal cinema italiano più recente: l’attenzione al contesto storico del momento che caratterizza l’Italia di oggi. Avere un film leggero che racconta la confusione, la diversità e le novità della politica è giusto, perché la commedia deve fare proprio questo; poi spesso è stato proprio il potere l’oggetto privilegiato della commedia, ma oggi si preferisce non far più la mera commedia solo sulla politica, senza infarcirla di moralismo e con degli sguardi simili, sospesi tra il critico e l’affettuoso, verso le fragilità di oggi alla base della politica.

 In Natale a 5 Stelle si fa un quadro che va dalla scarsa propensione al cambiamento fino al ritratto di persone pronte a tutto pur di restare a galla: un ritratto buffo, che fa riflettere anche sullo sguardo che la commedia all’italiana lancia sul paese stesso. Gli attori poi sono straordinari, capaci di salire tutti di livello proprio nel confronto con il dialogo e i ritmi teatrali: in sintesi, non si può non parlare di questo film come di un’operazione fatta con affetto».

Natale a 5 Stelle, il primo film italiano di Natale di Netflix, è stato presentato alla stampa

Alle parole di Enrico Vanzina, seguono subito quelle del regista Marco Risi, che si cimenta qui con un genere un po’ distante, soprattutto dalla sua filmografia più recente: la commedia:

«Mi ha divertito molto l’idea che Enrico mi abbia chiesto se avessi voglia fare il film; io non mi sono fermato troppo a pensare e ho accettato subito, visto che con Carlo ho avuto un legame speciale: abbiamo lavorato insieme sul set di Polvere di Stelle e Finché c’è Guerra c’è Speranza; quando cercavo di girare il mio primo film mi ha fatto fare il suo aiuto regista in Eccezzziunale… Veramente iniziandomi al mondo del cinema, prima di trovare la mia cifra stilistica con qualche sporadica incursione nella commedia che comunque mi piace molto fare.

Il semplice fatto di dover sostituire Carlo pensando a girare il film come lo avrebbe realizzato lui mi ha messo di fronte a quella frase che diceva sempre Billy Wilder su Lubitch: “cosa ferebbe?” Mi accorgevo che andavamo avanti grazie all’apporto degli attori con i quali aggiungevamo ogni giorno qualcosa, trovando il ritmo della commedia e facendo non solo qualcosa di divertente ma qualcosa che era ancorato alla realtà odierna di questo paese: così, in soli due mesi, è nato il film».

I personaggi protagonisti di Natale a 5 Stelle sono eredi della commedia all’italiana, tra le maschere fisse che hanno popolato il nostro cinema e quelle che si agitano sullo sfondo della tradizione ungherese. Come ha ricordato sempre Vanzina:

«Pur partendo dal modello delle commedie scritte negli anni ’90, è bastata semplicemente attualizzarla per renderla modernissima, con personaggi che fanno sorridere nella loro negatività ma che allo stesso tempo sono ancorati ben saldi nel cuore della tradizione della commedia all’italiana, che dimostra come niente sia cambiato».

Questo film è la prima produzione originale targata Netflix realizzata appositamente per le feste: un’esperienza comunque nuova che ha visto Risi, Vanzina e tutto il cast pionieri di una piccola, grande rivoluzione che non ha però intaccato il valore artistico dell’opera.

Enrico Vanzina: «Netflix è subentrato in un secondo momento nel processo produttivo, quindi possiamo considerarlo come un produttore qualunque che non ci ha chiesto di cambiare niente, a parte richiedere la correttezza totale per quanto riguarda la confezione del film. Abbiamo girato ad Agosto a Budapest ma dovevamo fingere che fosse natale! In fin dei conti non c è una grande differenza, forse è più evidente con le varie serie; oggi un film italiano può essere distribuito in più parti del mondo per più giorni, è un gran risultato».

Marco Risi: «Ho solo pensato che fosse un film natalizio, cosa che non avevo mai pensato di saper fare! Avevo in mente solo il ritmo e il tempo e poi la volontà di evitare volgarità e troppi riferimenti all’attualità. Non esce in sala Natale a 5 Stelle, ma visto che sono vuote è meglio pensare che milioni di persone potranno vederlo per una sera e più: la fruizione sta cambiando, se ne devono rendere conto gli esercenti. Quando vado al cinema in media le sale sono semi vuote e tra il pubblico sono tutti tanto vecchi».

Si ricorda, alla fine del discorso, una frase pronunciata recentemente da Alfonso Cuaron che riguarda proprio lo spinoso tema di Netflix: oggi, la vera discriminante nel cinema, è tra chi riesce a fare un film e chi non ce la fa. E ogni mezzo è buono per lavorare.

Una nuova domanda, invece, ha riguardato le capacità, da parte di Enrico Vanzina, di poter ormai girare un film da solo, dopo aver condiviso per anni il set e l’esperienza creativa con il compianto fratello Carlo. Ma la replica dello sceneggiatore è spiazzante, quanto amara:

«[…] In un momento di grande confusione per il cinema italiano, che fa orami quasi solo commedie, la nostra sembrava antica, mentre le “grandi” commedie italiane di oggi – parlando solo di amori, corna, drammi dei single, ex fidanzati e consorti etc. – hanno un’evidente diversità di fondo, no? Il nostro film è costruito da un genio dell’umorismo come Ray Cooney ed è una farsa pura, non rientrava evidentemente nei piani e nei gusti della commedia italiana contemporanea. Ah, poi all’improvviso in certi produttori subentrò pure il rispetto per la politica italiana… insomma, nessuno voleva provare a realizzarla e alla fine si sono fatti avanti solo Lucky Red e Netflix.

Ho sempre pensato che il mestiere del regista non fosse il mio mestiere: l’ho sempre visto come un mestiere pieno di compromessi. Sinceramente mi è sempre piaciuto di più scrivere: fare il regista vuol dire scendere a grandi compromessi, così l’ho sempre lasciato fare a mio padre e a mio fratello».

Natale a 5 Stelle rappresenta, quindi, un nuovo inizio per un certo tipo di cinema italiano, un rilancio a tutti gli effetti o comunque un buon modo per aggiornare dei moduli che, negli ultimi anni, non hanno incontrato troppa fortuna nelle sale?

Enrico Vanzina: «Bisogna saper convivere con il fascino della sala: è una forza che rimarrà sempre, ed ecco pure un altro aspetto meraviglioso del mondo democratico. Il cinema risorgerà e tutto riuscirà a convivere pacificamente senza problemi e senza vedere la scomparsa di nessun medium; oggettivamente il cinema è in un momento di difficoltà, ma rimarrà sempre in un ruolo di primo piano, e sono comunque orgoglioso d’aver realizzato con Marco Risi il primo film italiano originale solo su Netflix».

Massimo Ghini: «Oggi si continua a parlare ancora di “cinepanettone” solo perché un film esce a natale, ma la qualità di quello che uno affronta è adattata ai tempi moderni, finendo per diventare solo una commedia. Questa semplificazione che c’è, riduttiva, serve poi solo per dare un’etichetta alle cose o per sparlare dei “cinepanettoni” che ormai sono in crisi; noi siamo semplicemente una commedia che esce a Natale, coinvolta in un’esperienza nuova come distribuzione».

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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