Quentin Tarantino, Margot Robbie e Leonardo DiCaprio a Roma per C’era una volta a Hollywood

scritto da: Stefano Terracina

Il weekend appena trascorso ha visto Quentin Tarantino, Margot Robbie e il premio Oscar Leonardo DiCaprio indiscussi protagonisti della Città Eterna: il celebre e amatissimo regista, accompagnato delle due star della sua ultima fatica C’era una volta a Hollywood, è infatti approdato a Roma per presentare il film alla stampa.

La pellicola, il nono film del regista di Pulp Fiction, Kill Bill e Bastardi Senza Gloria, arriverà nelle sale il prossimo 18 settembre, dopo essere stata presentata in anteprima mondiale, in concorso, all’ultima edizione del Festival di Cannes. Il film è un tributo all’ultimo periodo dell’età d’oro di Hollywood: è infatti ambientato nella Los Angeles del 1969, dove l’attore televisivo Rick Dalton (interpretato da DiCaprio) e la sua storica controfigura Cliff Booth (Brad Pitt, grande assente alla conferenza stampa) cercano di farsi strada in un mondo che ormai non riconoscono più.

Quentin Tarantino ha aperto la conferenza elencando i motivi che lo hanno spinto a voler realizzare un film del genere: “La maggior parte delle cose che racconto in questo film sono cose che all’epoca, quando ero giovane, ho vissuto realmente. Ad esempio, Sharon Tate era una donna molto divertente e anche molto bella: la cosa che mi ha sempre affascinato di lei, però, era che possedeva uno humour incredibile. Ricordo bene quanto tutti impazzissero per lei: anche io ne rimasi folgorato dopo la visione di The Wrecking Crew. Ho sempre pensato che possedeva un talento comico incredibile. Tutti questi aspetti hanno contribuito ad influenzare il film in fase di scrittura.”

A vestire i panni di Sharon Tate troviamo proprio Margot Robbie, che a proposito del suo coinvolgimento nel progetto ha dichiarato: “Aver avuto la possibilità di partecipare a questo film e girare scene come quella in cui il mio personaggio assiste alla proiezione in sala di The Wrecking Crew insieme al pubblico, è stata un’esperienza incredibile per me. Scene come quella ti fanno capire quanto Hollywood sia cambiata. Mentre giravamo, mi sentivo davvero parte di quegli anni. Era una sensazione indescrivibile, che avevo già provato quando lessi per la prima volta la sceneggiatura. Ogni cosa sul set è stata ricostruita da Quentin in persona: non è stata mai impegnata la CGI. Quel mondo è stato ricreato attraverso la sua sola immaginazione”.

A proposito del grande successo che il film sta riscuotendo a livello internazionale (in America è uscito lo scorso 26 luglio ed è diventato il più alto esordio di sempre – in termini di incasso – per un film diretto da Tarantino), il regista ha dichiarato: “Credo che l’elemento nostalgico abbia contribuito al grande successo che il film sta avendo. E poi c’è questo cast davvero incredibile… ! Per quanto riguarda me, lo sapete: sono un appassionato di film di genere, dei cosiddetti b-movies. Ho sempre amato la maniera in cui gli italiani hanno trattato il western, la commedia sexy all’italiana o i polizieschi. L’idea di prendere vecchi generi e reinventali, come ha fatto il cinema italiano, mi ha sempre fatto impazzire. È geniale! È un modo per imparare a vedere le cose da una prospettiva differente.”

La parola è poi passata al premio Oscar Leonardo DiCaprio, qui alla sua seconda collaborazione con Tarantino dopo Django Unchained. L’attore ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare la parte del co-protagonista della pellicola, riflettendo anche sulla sua straordinaria carriera: “La sceneggiatura del film era brillante. La cosa che mi ha colpito di più è stata proprio l’esperienza di queste due persone che cercano di sopravvivere in un’industria che sta cambiando sotto i loro occhi. Con Quentin abbiamo parlato tantissimo del mio personaggio, di questo attore insoddisfatto, ormai sul viale del tramonto. Abbiamo discusso delle battute, dei suoi atteggiamenti, delle sue manie e anche delle sue frustrazioni. Quentin è genio: non è solo un cinefilo, ma conosce anche la musica, la storia della televisione… grazie a lui sono riuscito ad entrare in contatto con un’epoca che mi ha sempre affascinato tantissimo. Sono cresciuto guardando film e non ho mai pensato che nella mia vita avrei potuto lavorare a certi livelli di professionalità. Ho sempre cercato di migliorarmi, di lavorare con grandi registi che potevano restituirmi qualcosa e di cercare di far sentire il pubblico una parte integrante del film. Questi sono in genere gli elementi ai quali penso quando scelgo i miei progetti.”

La conferenza si è conclusa con una riflessione di Tarantino sui cambiamenti dell’industria cinematografica rispetto all’epoca da lui fotografata in C’era una volta a Hollywood: “Il cinema è sempre stato soggetto a profondi cambiamenti. Anche il cinema degli anni ’90, quello degli anni in cui ho iniziato a lavorare, non è più quello di oggi. Rispetto al passato, rispetto anche al 1969, è sicuramente cambiato il modo in cui si girano i film. Una volta regnava l’artigianato; oggi è quasi del tutto scomparso! Non c’è più quel senso di magnificenza che solo un set interamente ricostruito era in grado di regalarti. Oggi è tutto effetti speciali e computer grafica. Credo che si stia perdendo qualcosa di molto importante.”

E a chi gli ha chiesto: “Il cinema è davvero capace di cambiare la Storia e la tragicità di alcuni suoi eventi?”, il regista ha risposto: “Non so se il cinema ha il potere di cambiare la Storia… quello che è certo è che può influenzarla!”.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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