Sono Solo Fantasmi, Christian De Sica: “Una Napoli positiva che sarebbe piaciuta a papà Vittorio”

scritto da: Ludovica Ottaviani

Sono Solo Fantasmi è il titolo della horror-comedy che segna il ritorno dietro la macchina da presa dell’attore Christian De Sica che questa volta ha chiamato, accanto a sé, Carlo Buccirosso e Gian Marco Tognazzi; tre fuoriclasse della commedia all’italiana per portare, sul grande schermo, un prodotto atipico che debutterà nelle sale dal 14 novembre in oltre 400 copie.

Una sfida che ha coinvolto tutti, dal team produttivo che si è lanciato in questa impresa atipica per il mercato italiano passando per gli attori e, in prima linea, proprio De Sica presente nella triplice veste d’interprete, autore della sceneggiatura (insieme ad Andrea Bassi e Luigi Di Capua), ma soprattutto regista. Ed è proprio lui a raccontare alla stampa la genesi del film…

Partito dall’idea di realizzare un remake – insieme al sodale Massimo Boldi – di un classico di Vincent Price intitolato L’Oscar Insanguinato, con protagonisti due attori sul viale del tramonto pronti ad eliminare alcuni critici cinematografici; dopo che i produttori hanno declinato la proposta, ha fatto ricadere la propria scelta su un soggetto scritto, a quattro mani, da Nicola Guaglianone e Menotti: una storia che prende spunto dalle suggestioni dei classici Ghostbusters di Ivan Reitman per poi calarlo nella realtà strettamente italiana, potenziando il mix tra commedia e orrore, senza mai abbandonare il delicato equilibrio tra le parti.

Con Sono Solo Fantasmi De Sica ha cercato quindi di raccontare una Napoli del tutto diversa: la grande città che fa, infatti, da sfondo alle avventure dei tre fratellastri protagonisti negli ultimi tempi è stata spesso prestata al cinema per raccontare storie a tinte crime, al confine tra legalità e illegalità, mentre in questo caso viene mostrato il suo lato più luminoso, positivo, folkloristico, solare e pittoresco. Come affermava Vittorio De Sica, tutti a Napoli sanno recitare. È un set naturale a cielo aperto, dove ogni membro della comunità – dal più giovane al più anziano – nessuno escluso è in grado di essere protagonista sul grande schermo; un aspetto, quest’ultimo, che un altro grande cineasta come Roberto Rossellini ha sempre invidiato

Rossellini e De Sica: due presenze che vengono evocate dal regista di Sono Solo Fantasmi in più di un’occasione soprattutto per via delle differenze stilistiche che correvano tra i due cineasti – il primo, che odiava gli attori e non dava loro indicazioni, mentre il secondo che improvvisava di continuo sul set ogni ruolo – ma anche perché, in un paese come l’Italia, spesso c’è la tendenza a dimenticare. Christian De Sica, come del resto anche Tognazzi, provano una struggente malinconia nei confronti delle figure paterne dei loro genitori che comunque sentono sempre vicino e che cercano di omaggiare in ogni occasione: perfino una horror-comedy può essere, infatti, un buon modo per evocare presenze che non sono più tra noi.

Nei suoi film da regista De Sica ha sempre cercato d’inserire dei richiami a suo padre: non solo quando sente la malinconia può rivedere tranquillamente uno dei film che ha girato Vittorio, scorgendo – celati dietro i gesti degli attori – i gesti e i modi del genitore, ma può omaggiare la sua presenza/assenza proprio come ha fatto in Sono Solo Fantasmi, dove il padre dei tre fratelli – al quale presta lui stesso il il volto – si chiama proprio Vittorio ed è forte della loro incredibile somiglianza fisica; a questi elementi ha anche aggiunto, già in sceneggiatura, tutta una serie di riferimenti ad altri lungometraggi diretti da Vittorio De Sica, tra omaggi e citazioni, come pure la stessa Napoli mostrata che finisce per configurarsi come un affresco positivo che tanto sarebbe piaciuto al cineasta

Il film, così sospeso tra uno sguardo al passato e uno al futuro, ha potuto contare tanto sull’esperienza dei navigati mestieranti della commedia (più o meno) nazional-popolare quanto sulla presenza di giovani maestranze, sia nel cast tecnico quanto in quello artistico; tra tutti, spicca la figura di Brando De Sica, il figlio di Christian che l’attore non esita a citare in più di un’occasione perché in grado di orchestrare l’intero progetto soprattutto sul versante horror, essendo un appassionato del genere prima ancora che un regista pronto al suo prossimo debutto cinematografico sempre nelle stesso ambito stilistico.

Eppure, nonostante la forte componente orrorifica già presente nel soggetto, la vera difficoltà è stata quella di mantenere costanti i concetti di “basso profilo” ed equilibrio: i tre attori dovevano cercare di non caricare troppo le parti comiche, senza esagerare invadendo il territorio delle macchiette umoristiche, restando quindi sempre il più credibili possibili e sempre “sul pezzo”, tagliando però sul versante legato all’orrore, eliminando primi piani e scene che avrebbero potuto turbare il pubblico, magari semplicemente accorso in sala per vedere una commedia atipica con tre attori ben noti.

Christian De Sica è un attore, prima ancora che un regista, consapevole di essere diventato – nel corso degli anni – un interprete privilegiato di film più leggeri: proprio per tale motivo vede alcune proposte di film più “impegnati” – ad esempio, ne ha uno in cantiere sulla storia d’amore tra suo padre e sua madre – regolarmente bocciate da parte dei produttori in favore di commedie dal sapore nazional popolare come quelle che lo hanno consacrato permettendogli di conquistare l’amore dei fan. E anche se gli anni sono passati e certi personaggi ormai li considera fuori target per una questione anagrafica quanto fisica – i maschilisti, gli imbroglioni, i tombeur de femmes, gli arricchiti quanto gli arrampicatori sociali – ciò non toglie che anche Sono Solo Fantasmi rimane una commedia ma con delle sostanziali differenze.

Una commedia capace di spaventare quanto di far ridere; un tipo d’intrattenimento diverso per il mercato italiano, un esperimento che tutti sperano possa portare più persone al cinema semplicemente azzardando un po’ e rompendo i soliti schemi pre-configurati; un film per tutti dove si ride, ma dietro la risata è celata una malinconica riflessione e omaggi a un certo cinema quanto ai protagonisti della sua stagione più bella. Se nel corso degli anni la maturità del cinema italiano si è un po’ persa, Sono Solo Fantasmi rappresenta un tentativo di rilancio che si auspica di non restare un caso isolato, indipendentemente dalla reazione che avrà il pubblico e dai risultati al botteghino.

Sono Solo Fantasmi uscirà nelle sale dal prossimo 14 novembre, distribuito da Medusa Film.

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


Siti Web Roma