Black Widow: Scarlett Johansson allude ad un film profondo, che affronterà traumi e dolori

scritto da: Stefano Terracina

In una lunga intervista concessa a Vanity Fair, che le ha dedicato la cover del suo prossimo numero, Scarlett Johansson ha parlato non soltanto della sua carriera ma anche dell’attesissimo Black Widow, il cinecomic interamente dedicato al personaggio di Vedova Nera.

A proposito dei motivi che l’hanno spinta a tornare nei panni di Natasha Romanoff, l’attrice ha spiegato: “Non volevo che fosse una storia di origine, neanche una storia di spionaggio. Soprattutto, non volevo che sembrasse un film superficiale. Lo avrei fatto solo se la storia si fosse adattata perfettamente al personaggio. Ho trascorso molto tempo a grattare sotto la superficie, e pensavo che non avessimo raggiunto qualcosa di veramente profondo, non aveva senso realizzare un film su Natasha.”

In merito al tono del film e ai temi che affronterà, la Johansson ha poi aggiunto: “È un film che parla di tematiche molto difficili. Tratterà di traumi e dolori, e spero che riesca ad affrontare temi come l’insicurezza, la vergogna, la delusione e il rimpianto insieme a tante altre cose diverse. Questa storia non è quello che sembra. La profondità è il motore di tutto.” 

Scarlett Johansson parla di Black Widow come di un film profondo che affronterà traumi e dolori

Black Widow sarà diretto da Cate Shortland (Lore) e sceneggiato da Jac Schaeffer (The Hustle). La pellicola arriverà nelle sale americane il 1 maggio 2020 e vedrà nel cast anche David Harbour, Florence Pugh, O-T Fagbenle e il premio Oscar Rachel Weisz. Il film darà ufficialmente il via alla Fase 4 dell’Universo Cinematografico Marvel.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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