Glenn Close al fianco di Amy Adams in Hillbilly Elegy di Ron Howard

scritto da: Stefano Terracina

Arriva da The Hollywood Reporter la notizia che la sette volte candidata all’Oscar Glenn Close (The Wife) si è unita al cast di Hillbilly Elegy, dramma familiare che Netflix ha ufficialmente commissionato al regista premio Oscar Ron Howard (A Beauitful Mind, Il codice da Vinci). La Close andrà così ad affiancare Amy Adams (Animali Notturni, Arrival), in precedenza annunciata come membro del cast.

Il film sarà l’adattamento dell’omonimo romanzo di memorie di J.D. Vance. La sceneggiatura porterà la firma di Vanessa Taylor, co-autrice dello script de La Forma dell’Acqua di Guillermo del Toro. Il romanzo originale è una riflessione contemporanea sul Sogno Americano e racconta la storia delle tre generazioni di una famiglia che vive sui monti Appalachi. Il personaggio principale è uno studente universitario di Yale che è costretto da una serie di eventi a fare ritorno nella sua città natale.

Ricordiamo che tra i prossimi progetti di Glenn Close figura l’annunciato Sunset Boulevard, adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Andrew Lloyd Webber, Don Black e Christopher Hampton che l’ha vista protagonista a Broadway nei panni di Norma Desmond.

Glenn Close al fianco di Amy Adams nell’adattamento di Hillbilly Elegy targato Netflix

Di seguito la sinossi ufficiale di Hillbilly Elegy, edito in Italia col titolo “Elegia americana”:

I nonni di J.D. sono sporchi, poveri e innamorati quando emigrano giovanissimi dalle regioni dei monti Appalachi verso l’Ohio nella speranza di una vita migliore. Ma quel sogno di benessere e riscatto è solo sfiorato, perché prima di diventare uomo il loro nipote lotterà a lungo con la miseria e la violenza domestica: una madre tossicodipendente, patrigni nullafacenti che si susseguono uno dopo l’altro, vicini di casa alcolisti capaci solamente di sopravvivere con i sussidi e lamentarsi del governo, in una regione in cui i tassi di disoccupazione sono sempre più alti e l’abbandono scolastico è alle stelle. Eppure quella che J.D. Vance racconta senza indulgenza ma con un amorevole orgoglio di appartenenza non è l’eccezione ma è la storia, in filigrana, di un Paese intero, di quel proletariato bianco degli Stati Uniti che nelle recenti elezioni presidenziali ha espresso la sua frustrazione portando alla vittoria Donald Trump.

Elegia americana celebra un’America silenziosa e dà voce a quella classe operaia dei bianchi degli Stati Uniti più profondi che un tempo riempiva le chiese, coltivava le terre e faceva funzionare le industrie. Quel mondo non c’è più, al suo posto solo ruggine e rabbia. E J.D. Vance diventa così il cantore, brutale e appassionato, dell’implosione di un modello, di un’idea. Di un sogno che è stato a lungo anche il nostro.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


Siti Web Roma