Tim Miller parla del flop di Terminator – Destino Oscuro e del suo addio a Deadpool

scritto da: Stefano Terracina

A tre settimane dal flop di Terminator – Destino Oscuro in America, in una recente intervista il regista Tim Miller ha parlato del deludente debutto della pellicola nei cinema statunitensi.

“Sono certo di poter scrivere un trattato sui motivi per cui il film non ha avuto successo”, ha dichiarato Miller. “Sto ancora elaborando la cosa, anche se vado comunque molto fiero del film.”

Costato 185 milioni di dollari, la pellicola (qui la nostra recensione) ne ha incassati ad oggi “soltanto” 235 milioni in tutto il mondo: decisamente pochi per un’operazione che avrebbe dovuto ridare linfa vitale ad un franchise con una storia non particolarmente gloriosa alle spalle.

Nel corso dell’intervista Tim Miller ha fatto riferimento ad una serie di problemi avvenuti durante le riprese del film, confermando che ci sono state numerose battaglie creative tra lui, James Cameron e David Ellison della Skydance Media: “Jim e David erano i produttori e avevano tecnicamente l’ultima parola sul film, ma io ero comunque il regista. C’era il mio nome alla fine del film. Sentivo l’obbligo di combattere perché è quello che un regista deve fare: combattere per il proprio film.”

Sulla scia di quanto accaduto, Miller ha dichiarato che, per quanto tra lui e Cameron i rapporti siano comunque amichevoli, non tornerebbe più a lavorare con il regista: “No, non credo che ci lavorerei ancora. Ma non c’entra quello che è successo dietro le quinte di Terminator o le cicatrici che mi ha lasciato quell’esperienza. È una questione che non voglio più trovarmi nella situazione di non avere il controllo su ciò che considero sia giusto.”

E a proposito di controllo creativo, nel corso della medesima intervista Tim Miller ha parlato anche del suo addio a Deadpool: dopo il grande successo del primo film, il regista ha infatti deciso di non dirigere il sequel, passando il testimone a David Leitch. Ma per quale motivo? La “colpa” sembra sia stata di Ryan Reynolds:

“Era chiaro che Ryan volesse il controllo del franchise”, ha spiegato Miller. “Si può fare il regista in quel mondo… e anche in modo efficiente. Ma io non sono quel tipo di regista. Non mi infastidiscono le discussioni, ma non credo si possa negoziare su ogni tipo di decisione creativa. Ce ne sono troppe da prendere. Ryan è il volto del franchise: era la parte più importante in assoluto. Perciò se voleva il controllo, doveva averlo!”

Fonte: KCRW.com

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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