Avengers Endgame, recensione del cinecomic di Anthony e Joe Russo

scritto da: Ludovica Ottaviani

Avengers Endgame è nelle sale, e la nostra percezione del Marvel-verse non sarà decisamente più la stessa. Per la regia dei fratelli Anthony e Joe Russo arriva finalmente sul grande schermo il degno epilogo delle premesse create attraverso il precedente capitolo Infinity War, tirando le fila delle tante storie orchestrate dalla creatività degli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely.

Il film (qui il trailer), nelle sale dal 24 Aprile appunto, uscirà invece negli States solo il 26 dello stesso mese: un’occasione preziosa per scoprire in anticipo quali drastiche decisioni adotteranno i Vendicatori rimasti per salvare l’universo che conosciamo dopo che Thanos, impossessatosi delle gemme del potere, ha schioccato le dita cancellando il 50% del nostro mondo.

Un’occasione per rivedere nei panni dei supereroi più amati volti che ormai si sono imposti nell’immaginario pop collettivo: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Paul Rudd, Brie Larson, Karen Gillian, Josh Brolin e tanti altri torneranno nei propri panni in alcuni casi per l’ultima volta, come ha fatto intendere (tra qualche polemica) ad esempio Evans attraverso un tweet d’addio dedicato proprio al suo personaggio, Captain America.

Avengers Endgame, il cinecomic Marvel di Anthony e Joe Russo, dal 24 aprile al cinema

Avengers Endgame è il film definitivo. Il maxi-affresco visionario e visivo capace di sovvertire le regole dello spazio-tempo, dei generi e dei confini percepiti finora nei riguardi non solo dell’universo Marvel, ma del fumetto – e dei cinecomics – in generale. Un film dalla durata colossale – 181’ – che scivola via senza mai increspare il proprio ritmo, anzi, creando un’incalzante premessa progressiva che culmina nell’acme del finale, punto di svolta che per epicità – e drammaticità – è pronto a superare di gran lunga le scene già ammirate nel precedente Infinity War.

I fratelli Russo confermano di avere ormai il pieno controllo della situazione, sposando alla lettera uno dei suggerimenti più comuni del mondo del cinema (con la complicità degli sceneggiatori): se si vuole giocare “pesante”, bisogna appunto alzare la posta in gioco. Puntare molto alto, e non tradire mai le aspettative. Operazione riuscita: i Russo non falliscono l’obiettivo, anzi, scelgono di abbattere i confini canonici dietro i limiti stessi del genere, creando un contenitore di tre ore che contiene, a sua volta, tanti film diversi al proprio interno.

L’umorismo fa capolino nei momenti opportuni per stemperare la tensione e, al contrario di quanto accade solitamente nell’universo Marvel, non rincorre la battuta facile ad ogni costo, puntando piuttosto a una polifonia di colori diversi, legati strettamente alle differenze caratteriali dei singoli personaggi. E si annida proprio qui la forza di questo Avengers Endgame: nel cuore. I protagonisti portati sullo schermo, pur essendo tanti, sono messi in situazioni e difficoltà tali da tirar loro fuori i sentimenti, facendo filtrare attraverso le crepe narrative l’umanità.

avengers endgame

Il cinecomic tradizionale trova un proprio nuovo equilibrio con l’aspetto più patinato mettendo in scena conflitti, dubbi, tentennamenti e sentimenti: i supereroi dimostrano di essere umani “troppo umani”, fragili, sentimentali, insicuri, specchio delle nostre emozioni. Il risultato finale è un affascinante transfert con lo spettatore, che non può fare a meno di agitarsi sulla poltroncina della sala palpitando per le traversie mostrate sullo schermo, chiedendosi di continuo “cosa accadrà?” pur essendo tanto un appassionato geek/nerd quanto un comune spettatore a caccia di quelle emozioni forti che solo certo buon cinema mainstream sa regalare.

I fratelli Russo, ma soprattutto i Marvel Studios non potevano scegliere un finale di partita migliore per la saga dei Vendicatori: Avengers Endgame (qui il trailer italiano ufficiale) traccerà un solco non solo nell’universo dei cinecomics, ma soprattutto nella percezione collettiva che il pubblico ha di quest’ultimi, aprendo nuove frontiere per tutte le innumerevoli fasi successive che si dipaneranno.

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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