Border – Creature di confine, recensione del film di Ali Abbasi

scritto da: Stefano Terracina

I confini non sono necessariamente quelli che intercorrono tra noi e gli altri, tra ciò che rappresentiamo e ciò che il resto del mondo sembra voler dirci di sé. Molto spesso esistono confini anche tra chi siamo e chi potremmo essere in realtà. È proprio di questa sottile, affascinante e certamente più complessa contrapposizione che parla Border – Creature di confine, il secondo lungometraggio del regista svedese di origini iraniane Ali Abbasi.

Dopo il grande successo ottenuto al Festival di Cannes del 2018 (dove è stato premiato come Miglior Film nella sezione Un Certain Regard), l’ultima ipnotica ed emozionante fatica di Abbasi arriva finalmente anche in Italia a partire dal prossimo 28 marzo grazie a Wanted, PFA e Valmyn. Tratto dal racconto “Grans” dello scrittore John Ajvide Lindqvist (autore di “Lasciami entrare”), Border – Creature di confine racconta la storia di Tina, un’impiegata alla dogana nota per il suo olfatto eccezionale, una sorta di superpotere grazie al quale riesce a fiutare sentimenti come il senso di colpa, la paura, la vergogna.

Dopo aver messo la polizia sulle tracce di un giro di pedopornografia (sempre grazie al suo incredibile dono), le cose cambiano per Tina quando incontra Vore, un uomo di fronte al quale le sue “magiche” abilità vengono messe per la prima volta a dura prova. Tina condivide con Vore non solo l’aspetto fisico peculiare, ma anche una natura segreta. Irresistibilmente attratta da un individuo così simile a lei, la donna cede alla passione fino a scoprire una sconvolgente verità che la constringe a riconsiderare la veridicità della sua esistenza.

Riuscire ad inquadrare Border – Creature di confine all’interno di un unico genere è certamente un’impresa ardua. Probabilmente, è lo stesso Abbasi a voler sfuggire categoricamente a qualsiasi tipo di deleteria etichettizzazione con la sua ultima sorprendente opera. Il film è infatti il risultato di un’esilarante e prodigiosa combinazione di una moltitudine di elementi provenienti da generi cinematografici diversi che vengono miscelti in maniera unica, originale, a tratti spiazzante.

Abbasi costruisce un film “europeo” fino al midollo, in cui elementi narrativi all’apparenza contrastanti si amalgamano per dare vita ad un racconto coerente in cui realtà e fantasia viaggiono su binari paralleli destinati volutamente a scontrarsi. La storia di Tina, racconta attraverso espedienti che attingono a piene mani dal folklore nordico, è la storia di un essere umano capace di appropriarsi della propria identità e che finalmente può scegliere chi essere.

Dalla complessità della condizione nella quale il regista cala la sua protagonista, lo stesso riesce ad estrapolarne non la tristezza, ma bensì tutta la bellezza, confinata in un contesto spesso assurdo e surreale in cui instinti bestiali e vincoli imposti dalla società cozzano inevitabilmente, dando vita ad un realismo magico in cui dolore e violenza, stupore e tenerezza, creano immagini poetiche disarmanti, tanto ripugnanti quanto cariche di meraviglia.

Passando da un genere all’altro (il film inizia come un thriller per poi vivare verso il fantasy), Ali Abbasi realizza a tutti gli effetti un ibrido disseminato di grandi e piccoli riferimenti ad una mitologia ammaliante e stratificata, un prodotto inusuale che è non è mai ciò che vuole far credere di essere, pronto a mutare col progredire della storia e dei suoi personaggi e sempre pronto a sorprendere e spiazzare lo spettatore.

Forse Border – Creature di confine (qui il trailer italiano ufficiale) non potrà definirsi un esperimento totalmente riuscito alla fine dei suoi 108 minuti: in alcuni momenti appare troppo pretenzioso nel suo voler sovvertire le convenzioni di genere (rischiando spesso di scomporsi e di apparire eccessivo), ma è senza ombra di dubbio un film coraggioso, suggestivo e intrigante come poche cose il panorama cinematografico internazionale ha offerto negli ultimi anni, e proprio per questo imperdibile!

Guarda il trailer di Border – Creature di confine

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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