Brave Ragazze, recensione della commedia di Michela Andreozzi

scritto da: Stefano Terracina

Chi stabilisce come debba effettivamente comportarsi una “brava ragazza”? Forse, essere una brava ragazza significa semplicemente assecondare i propri desideri e cercare di vivere, finalmente, la vita che si è sempre desiderata. Ancora una volta Michela Andreozzi si conferma un’attenta, minuziosa e sensibile indagatrice dell’universo femminile e delle infinite sfumature che ci celano dietro la complessità di questo mondo grazie alla sua nuova creatura cinematografica, Brave Ragazze, in arrivo nelle sale dal prossimo 10 ottobre.

Ispirato ad un incredibile storia vera accaduta in Francia negli anni ’80, Brave Ragazze riprende l’ambientazione dei gloriosi eighties e trasferisce la provincia francese in quella italiana, adattando a Gaeta la storia di quattro donne in crisi – Anna, Maria, Chicca e Caterina – che provano a cambiare le loro vite armate di “bigodini e pistole”. Col coraggio di chi non ha nulla da perdere, le quattro amiche decidono di travestirsi da uomini e svaligiare insieme la banca del paese. È solo l’inizio di una serie di azioni spericolate che ben presto le trascinerà in un vortice destinato a stravolgere per sempre il loro destino.

Con Brave Ragazze, Michela Andreozzi torna dietro la macchina da presa a due anni di distanza dal suo debutto alla regia con Nove Lune e Mezza. La regista, autrice anche della sceneggiatura del film insieme ad Alberto Manni, confeziona un film dal sapore agrodolce, in cui gli elementi della commedia e quelli del dramma risultato perfettamente contemperati. Partendo da un fatto di cronaca, la Andreozzi restituisce orgoglio e dignità alla storia incredibilmente vera di quattro donne disperate che, attraverso le loro azioni socialmente sbagliate ma umanamente comprensibili, hanno finito per dare voce ad un bisogno di riscatto per altre donne che hanno vissuto situazioni di emergenza analoghe alla loro.

Mescolando travestimento e azione, paura e dubbi, ma anche inadeguatezza e riscossa, Michela Andreozzi intuisce le sconfinate possibilità di una storia vera dall’enorme potenziale cinematografico e la trasforma in una irresistibile commedia in costume che riesce abilmente a far sì che la sua ambientazione – gli anni ’80, tanto affascinanti quanto potenzialmente ingombranti dal punto di vista narrativo – resti nostalgicamente sullo sfondo senza necessariamente diventare uno “scomodo” protagonista, lasciando invece che a risplendere in tutta la loro forza e la loro bravura siano le quattro meravigliose interpreti.

Anna, Maria, Chicca e Caterina – interpretate rispettivamente da Ambra Angiolini, Serena Rossi, Ilenia Pastorelli e Silvia D’Amico – sono quattro donne emarginate e senza apparente speranza che finiscono per rappresentare un simbolo di libertà nei confronti di un’esistenza beffarda e di ribellione alla condizione stessa della donna. Una ragazza madre, una moglie maltrattata, una ribelle alla ricerca della sua identità e un’aspirante studentessa senza un soldo: Michela Andreozzi racconta ancora una volta la “sorellanza”, la solidarietà femminile che si esprime attraverso gesti semplici e speciali e che si erge, tra un pugno e una risata, a manifesto esilarante e disincantato della condizione della donna oggi, ancora vittima purtroppo di pregiudizi e maltrattamenti.

Brave Ragazze si colloca nel solco della tradizione della commedia italiana contemporanea dal punto di vista visivo, risultando essenziale e stilizzato. Dove il risultato finale risulta convincente è non solo nel modo in cui la Andreozzi dirige le sue straordinarie protagoniste ma anche e soprattutto nella capacità di declinare una storia al femminile, incentrata su argomenti di un’attualità disarmante, in maniera leggera, accattivante e anche riflessiva, senza mai scadere nella banalità e aggirando qualsiasi clichè della nostra comicità, troppo spesso invalidante e quasi mai davvero funzionale.

Guarda il trailer ufficiale di Brave Ragazze

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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