Fast & Furious – Hobbs & Shaw, recensione del film con Dwayne Johnson e Jason Statham

scritto da: Francesco Bonerba

Fallito (per ora) il tentativo di creare un Dark Universe (vedi il brutto esperimento de La Mummia con Tom Cruise), la Universal si concentra nell’ampliare, sulla scia del modello Marvel, il più redditizio e inaspettato franchise a sua disposizione, quella saga che Vin Diesel ha resuscitato nel 2009 con Fast & Furious – Solo parti originali trasformandola in successo planetario.

Per farlo mette momentaneamente da parte il suo più iconico personaggio (non senza scatenare qualche dissapore tra il cast storico della saga, acuito dalle divergenze tra Diesel e The Rock) e si concentra sui due testosteronici co-protagonisti dell’ottavo film, Dwayne Johnson e Jason Statham. L’idea è di creare un buddy movie che ruoti attorno alla forzata unione di due caratteri contrastanti e che riprenda con zelo l’esplorazione del concetto di famiglia (qui disfunzionale ma sempre alimentata dai buoni sentimenti) inaugurata e fortemente sostenuta da Vin Diesel.

Sebbene sulla carta il progetto sembri essere vincente, la dinamica tra i due personaggi esaurisce il suo potenziale in poco tempo, abbandonando i restanti 120 minuti di visione a un turbinio forsennato di azione giustificato da una narrazione, se possibile, ancora più sconclusionata del solito. Non migliorano la situazione né i superficiali dialoghi né i due protagonisti e la loro sfilata di faccette (ben dosate in un trailer che è più godibile del film).

Fast & Furious – Hobbs & Shaw: citazioni pop, scazzottate e sequenze d’azione degne di nota

jason statham e dwayne johnson in una scena di fast & furious - hobbs & shaw

Entrambi funzionano decisamente meglio come comprimari di Vin Diesel e appaiono, alla pari di un villain dallo scarso interesse (un mal utilizzato Idris Elba), appiattiti in funzione della loro fisicità, messa ampiamente in risalto da quel David Leitch già stuntman e regista di John Wick, Atomica bionda e Deadpool 2. Nota di merito almeno per  Vanessa Kirby, che interpreta bene l’unico personaggio rilevante, inspiegabilmente “silenziato” nella seconda parte del film.

Su tutto, domina la volontà di replicare il successo di casa Disney/Marvel confezionando il prodotto perfetto per adolescenti e famiglie: battute e citazioni pop disseminate lungo tutto il film, scazzottate, qualche noioso spiegone e un paio di sequenze d’azione degne di nota (la discesa verticale dal grattacielo, l’inseguimento moto/macchina).

Nulla di diverso da quanto visto negli scorsi film del franchise, si dirà, eppure la sensazione è che alla ricetta manchi soprattutto l’ingrediente segreto che ha reso Fast & Furious un brand amato nel mondo: la coralità, quell’amalgama familiare e imprevedibile di personaggi orchestrati dalla presenza rassicurante di Vin Diesel. Effetti speciali non sempre al top e un comparto sonoro spaccatimpani.

Fast & Furious – Hobbs & Shaw è perfetto, insomma, per una serata estiva da passare in un multisala ben condizionato ma lontano dal podio dei migliori film della saga.


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