Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, recensione dell’atteso sequel Disney

scritto da: Stefano Terracina

Sei anni fa arrivava nelle sale cinematografiche Frozen – Il Regno di Ghiaccio, Classico Disney liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen La regina delle nevi, che in pochissimo tempo divenne un vero e proprio fenomeno cinematografico, arrivando a conquistare ben due premi Oscar (miglior film d’animazione e miglior canzone originale per il brano “Let It Go”) e diventando il film d’animazione con il maggior incasso nella storia del cinema. Cavalcando l’onda di quell’incredibile successo, i registi Jennifer Lee e Chris Buck riuniscono nuovamente le forze per un nuovo rischioso capitolo dedicato alle avventure di Elsa, Anna, Olaf e Kristoff, più che un sequel una sorta di secondo atto di un enorme spettacolo teatrale, come dichiarato dagli stessi registi durante la conferenza stampa di presentazione del film a Roma.

Tante le aspettative maturate dal pubblico durante tutti questi anni nei confronti del prosieguo della storia della principessa Elsa e di sua sorella Anna; aspettative che il duo creativo composto da Lee e Buck ha cercato di soddisfare il più possibile rispondendo con l’attesissimo Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle ai tanti quesiti lasciati in sospeso dal primo episodio (uno su tutti: perché Elsa è nata con dei poteri magici?). L’obiettivo era realizzare un film che riuscisse ad ampliare in maniera esaustiva un cerchio narrativo prima di chiuderlo e, soprattutto, un sequel che riuscisse a fare breccia nel cuore degli spettatori attraverso un approccio al racconto di carattere favolistico a metà tra innovazione e tradizione, dove sono i personaggi, che producono azioni e le subiscono, a determinare il corso degli avvenimenti e ad innescare la loro inevitabile maturazione.

Ed è proprio questo che Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle mette al centro della narrazione: il film si concentra sui personaggi, sul loro bisogno di costruire un futuro senza dimenticare il passato e sul confronto quotidiano prima con noi stessi e poi con altri. Il viaggio di Elsa è ancora una volta centrale all’interno della storia: un viaggio che  consolida alcune linee narrative e inevitabilmente ne abbraccia di nuove, scandagliando ancora più in profondità la figura di una principessa che è in realtà un’eroina a tutto tondo, positiva ma complessa, pronta a perdere delle consapevolezze e ad acquisirne di nuove, a mettersi in discussione e a maturare. Un percorso di crescita che non deve necessariamente passare attraverso la scoperta dell’amore bilaterale, del suo riconoscimento e della sua conquista: in questo senso, Frozen 2 sovverte ancora una volta le regole del gioco, proponendo come vincente e altrettanto salvifico anche l’amore nei confronti della proprio famiglia e di se stessi.

Nonostante questa volta i numerosi messaggi universali contenuti all’interno della storia vengano veicolati in maniera meno equilibrata rispetto al passato e alcuni brani della colonna sonora non siano altrettanto memorabili come la canzone portante Into the Unknown“, Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle riesce comunque a guardare con profonda ambizione ad un mondo ricco di diversità che ancora oggi fatica a comprendere quanto l’amore e il rispetto per gli altri siano l’unico magico modo per vivere in completa armonia, regalando uno spettacolo travolgente e sbalorditivo adatto ancora una volta ad un pubblico largo e trasversale, di tutte le età.

Guarda il trailer di Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


Siti Web Roma