I Fratelli Sisters, recensione del film di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix e John C. Reilly

scritto da: Redazione

Dopo il controverso Dheepan, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2015, Jacques Audiard si cimenta nel genere western con I Fratelli Sisters (The Sisters Brothers), presentato in concorso a Venezia 75 e in uscita il 2 maggio nelle sale italiane. Il film è un adattamento del romanzo “Arrivano i Sister” di Patrick DeWitt.

Charlie (Joaquin Phoenix) e Eli (John C. Reilly) sono due famigerati killer dai caratteri molto diversi. Assunti da un losco uomo d’affari (Rutger Hauer) per trovare e uccidere un chimico (Riz Ahmed), i due partono per un viaggio che li porterà dall’Oregon alla California. Parallelamente, un altro individuo si mette sulle tracce del ricercato, il detective John Morris (Jake Gyllenhaal).

I Fratelli Sisters (qui il trailer italiano ufficiale) segna il debutto di Jacques Audiard nel cinema americano. Questa volta il regista francese mette la sua poetica al servizio di una storia più leggera di quelle affrontate in precedenza; ma più che dal genere, si rimane sorpresi dall’approccio scelto da Audiard.

I Fratelli Sisters di Jacques Audiard dal 2 maggio al cinema

L’epopea dei fratelli Sisters viene raccontata attraverso gli stilemi del buddy movie più classico. I due protagonisti non potrebbero essere più diversi: il primo è un uomo violento e impulsivo, il secondo un individuo sensibile e razionale. Charlie ed Eli si azzuffano, si insultano, ma quando lavorano insieme sono invincibili.

Il dualismo presente nell’opera potrebbe risultare, a una prima analisi, piuttosto banale. In realtà, si rivela utile a sviluppare un discorso socioculturale importante: la vicenda, infatti, si svolge in un periodo storico di grandi trasformazioni, in cui ogni uomo deve decidere se abbracciare il cambiamento o preservare lo status quo.

Negli spassosi dialoghi tra Charlie ed Eli si parla soprattutto di questo. Ma il simbolico contrasto non si limita al rapporto tra i due protagonisti, si evolve ulteriormente in un parallelo tra i fratelli Sisters e il duo formato dal detective Morris e il chimico Warm. Le due coppie rappresentano perfettamente le due anime dell’800: quella conservatrice in opposizione a quella progressista; quella sempre avida di morte e denaro e quella intenta a plasmare una nuova società basata sull’eguaglianza e il rispetto reciproco.

Audiard non poteva scegliere interpreti migliori: Joaquin Phoenix e John C. Reilly lavorano in perfetta armonia senza mai strafare, portando sullo schermo emozioni potenti e anche una buona dose di ironia. Riz Ahmed, che torna al fianco di Jake Gyllenhal dopo il bellissimo Lo sciacallo – Nightcrawler, dà conferma del suo enorme talento portando in scena un personaggio molto carismatico. Il ritmo della narrazione è scandito dalla bellissima colonna sonora di Alexandr Desplat che accompagna lo spettatore fino al commovente epilogo.

Redazione

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