Il Gioco delle Coppie, recensione del film di Olivier Assayas

scritto da: Stefano Terracina

A due anni di distanza dal tanto chiacchierato Personal Shopper, Olivier Assayas abbandona il dramma dalle venature psicologiche per presentarsi nuovamente al pubblico – dopo il passaggio alla 75esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – con una commedia sofisticata sulle continue evoluzioni comunicative del mondo in cui viviamo.

Il Gioco delle Coppie (Doubles Vies in originale) racconta la storia di un editore parigino di successo di nome Alain che fatica ad accettare la rivoluzione dell’era digitale. Alain nutre dei forti dubbi nei confronti del nuovo romanzo di Léonard, un autore con il quale collabora ormai da diverso tempo. Selena, la moglie di Alain, non la pensa però come il marito, dal momento che la donna ha una relazione extraconiugale proprio con lo scrittore.

Dopo il successo alla Mostra di Qualcosa nell’aria (presentato nel 2012 e vincitore del premio per la miglior sceneggiatura), Olivier Assayas è tornato al Lido per presentare in concorso a Venezia 75 la sua ultima fatica, Il Gioco delle Coppie, che arriva oggi nelle sale italiane grazie a I Wonder Pictures (qui3 il trailer italiano ufficiale).

Si tratta di un prodotto aderente alle regole del cinema convenzionale, dal quale il regista e sceneggiatore francese sembrava essersi apparentemente allontanato dopo le sperimentazioni autoriali di Sils Maria (2015) e del sopracitato Personal Shopper (2016), entrambi con protagonista Kristen Stewart.

doubles vies

Il Gioco delle Coppie di Olivier Assayas dal 3 gennaio al cinema

Olivier Assayas scandaglia l’attuale mondo in cui viviamo, un mondo in continua evoluzione, un’evoluzione che in molti faticano ancora ad accettare e comprendere. E lo fa attraverso un film estremamente verboso, basato essenzialmente sugli acuti dialoghi partoriti dalla mente dello stesso regista, che esaltano la capacità e insieme l’inadeguatezza da parte dei protagonisti di sentirsi al passo con una mutazione continua e inevitabile.

Al pari di quanto accade nella vita reale, i protagonisti de Il Gioco delle Coppie – uno straordinario e affiatato gruppo di attori capitanato da Guillaume Canet e Juliette Binoche (che torna a lavorare con Assayas per la terza volta) – affrontano le quotidiane conseguenze dell’eterna lotta tra “vecchio e nuovo” sia a livello personale sia a livello emotivo, ritrovandosi al centro di situazioni comiche che a volte travolgono e altre confondono lo spettatore.

La parabola moderna e logorroica di Assayas sull’avvento delle nuove tecnologie è ossessiva e spesso assillante nella rappresentazione delle dinamiche che si instaurano tra individui solo all’apparenza intellettuali, schiavi in realtà della loro sensibilità, delle loro passioni e – soprattutto – dei loro limiti.

Le “doppie vite” a cui fa riferimento il titolo originale (Double Vis) non solo soltanto quelle che scegliamo di vivere a livello analogico o digitale, ma anche quelle che ci impegnano a portare avanti fuori e dentro le nostre camere da letto. L’importante è imparare a scegliere… o quantomeno, fare finta di provarci!

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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