Il Professore e il Pazzo, recensione del film con Mel Gibson e Sean Penn

scritto da: Gabriele Landrini

L’Oxford English Dictionary è il più prestigioso dizionario della lingua inglese, pubblicato in circa trent’anni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dietro questa titanica impresa si nasconde tuttavia una storia, quella del curatore James Murray e dell’omicida William Chester Minor, la quale è raccontata ne Il Professore e il Pazzo, il nuovo lungometraggio diretto da P.B. Shemran e interpretato da Mel Gibson e Sean Penn.

1878. James Murrey (Mel Gibson) è un rispettato professore londinese. Invitato dai delegati della Oxford University Press a redigere il primo dizionario realmente completo della lingua inglese, l’uomo accetta inizialmente con entusiasmo, pur sapendo che dovrà trasferirsi con moglie e figli nella piccola cittadina che ospita la nota università. Sopita l’iniziale felicità, Murrey si rende tuttavia conto dell’estrema complessità dell’operazione, che lo porterà a metterne in dubbio la riuscita.

Nel frattempo, l’ex soldato americano William Chester Minor (Sean Penn), assillato dai fantasmi della guerra civile che l’ha visto in prima linea, uccide erroneamente un padre di famiglia, convinto che fosse un malvivente che lo perseguitava. Rinchiuso in un ospedale criminale, inizia a stringere una strana amicizia con Eliza Merrett (Natalie Dormer), la vedova dell’uomo che ha ucciso, e ricomincia a coltivare la sua passione per la lettura. In poco tempo, il destino di Murrey e quello di Minor si intrecciano indissolubilmente, dando inizio a una collaborazione e soprattutto a un’amicizia che cambierà la vita di entrambi…

Tratto dall’omonimo romanzo di Simon Winchester, anch’esso ispirato alla storia vera che ha portato alla realizzazione del primo volume dell’Oxford English Dictionary, Il Professore e il Pazzo (qui il trailer italiano ufficiale) è un film indubbiamente appassionante che, pur offrendo un ottimo ritmo e una buona concatenazione delle vicende, non risulta per nulla convincente a livello narrativo.

Nonostante sia raccontata con una buona dose di dinamismo, la storia appare in innumerevoli momenti estremamente fragile, incapace di costruire con coerenza una linea narrativa solida e priva di fenditure. La parte dedicata prettamente alla creazione del dizionario, contemporaneamente centrale ma spesso posta in secondo piano, risulta ad esempio più volte farraginosa, se a tratti non addirittura incomprensibile. Allo stesso modo, le vicende personali dei protagonisti sono restituite in modo meccanico, tanto che non si istaura una vera connessione emotiva tra loro e lo spettatore.

Anche le velate venature da thriller non permettono di dare credibilità agli eventi: la decisione di inserire dei personaggi sfacciatamente negativi, come la nemesi accademica di Murrey o il dispotico medico di Minor, non fa altro che far perdere credibilità a una narrazione già alla base ricca di lacune e di instabilità rappresentative.

Assolutamente vincente è invece il cast. Sean Penn, forse è scontato dirlo, si riconferma uno dei migliori interpreti viventi, riuscendo a creare un personaggio sfaccettato e imprevedibile, assolutamente concreto nella sua follia. Mel Gibson, indubbiamente più altalenante del collega, convince nel ruolo dell’umile uomo amante della propria lingua. Natalie Dormer, seppur accanto a Penn riesce difficilmente a spiccare, è comunque perfetta nei panni della vedova fiera ma disperata, disposta a tutto per i propri figli.

Guarda il trailer ufficiale de Il Professore e il Pazzo

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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