Il Ragazzo Che Diventerà Re, recensione del film di Joe Cornish sulla leggenda di Re Artù

scritto da: Gabriele Landrini

La leggenda di Re Artù, Mago Merlino e la spada Excalibur ha da sempre rappresentato per il cinema una ricca fonte da cui attingere, per restituire sul grande schermo avventure popolate da potenti cavalieri e malvagi stregoni. Dal disneyano La Spada nella Roccia fino al King Arthur di Guy Ritchie, ma passando anche per Tristano e Isotta e la serie televisiva Merlin – solo per citare i più noti –, le vicende del noto condottiero e dei suoi conterranei sono arrivate svariate volte tanto al cinema, quanto in televisione. Ultimo in ordine di tempo, Il Ragazzo Che Diventerà Re si pone dunque come ennesima trasposizione della storia ormai da tutti conosciuta, questa volta tuttavia ambientata ai giorni nostri e interpretata da ragazzi e adolescenti.

Giocando su tradizione e modernità, come con premesse differenti ha recentemente fatto anche lo sfortunato Robin Hood, il lungometraggio britannico di Joe Cornish racconta infatti la storia del dodicenne Alex (Louis Ashbourne Serkis), ragazzo come tanti altri che, per il suo coraggio, si trova a essere bullizzato da due compagni di scuola. Una sera, proprio durante una fuga da suoi fastidiosi persecutori, Alex si nasconde in un cantiere, dove trova tra le macerie una spada incastonata nella roccia. Una volta estratta, una serie di strani fenomeni inizieranno a perseguitarlo. Per merito di un nuovo compagno di classe (Angus Imrie), Alex scoprirà tuttavia di essere l’erede di Re Artù che, proprio grazie alla spada in suo possesso, è chiamato a sconfiggere Morgana (Rebecca Ferguson), potentissima strega da tempo assopita nei meandri della terra ma pronta a risorgere…

Adattamento moderno della storia dei Artù e dei cavalieri della tavola rotando, Il Ragazzo Che Diventerà Re è una storia pensata per bambini e adolescenti e, in quanto tale, riesce a convincere tanto nel messaggio proposto, quanto nello stile e nel ritmo adottato. La narrazione, tradizionalmente focalizzata su un cattivo da sconfiggere e su un viaggio attraverso territori sterminati per scoprire misteriose verità, si puntella infatti di messaggi positivi, che evocano la famiglia, l’amicizia, la forza individuale e il coraggio.

Sebbene per un pubblico adulto la morale possa sembrare prevedibile, così come l’andamento delle vicende, per uno spettatore giovane tale ovvietà passa in secondo piano, in quanto perfettamente intrecciata con le premesse della pellicola e con quel clima di epicità che vena la storia raccontata. In tal senso, lo stile appare indubbiamente ben cadenzato, riuscendo a coinvolgere grandi e piccini e regalando alcune sequenze inaspettatamente sorprendenti, come quella della battaglia contro la temibile Morgana.

Anche la commistione tra passato e presente è poi perfettamente calibrata sia visivamente, sia tematicamente: nonostante il topos sia come si è accennato estremamente sfruttato sul grande e sul piccolo schermo, anche in modernizzazioni più o meno riuscite, Il Ragazzo Che Diventerà Re (qui il trailer italiano ufficiale) riesce infatti a portare interessanti scintille di innovatività, non nei singoli elementi ma proprio grazie all’intreccio tra la classica leggenda e la realtà quotidiana.

Guarda il trailer de Il Ragazzo Che Diventerà Re

Gabriele Landrini

Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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