Io Leonardo, recensione del film con Luca Argentero nei panni di Leonardo da Vinci

scritto da: Marta Zoe Poretti

Arriva nelle sale Io Leonardo, primo film prodotto da Sky Arte a sperimentare una regolare distribuzione in sala. La sfida di Sky e Lucky Red, infatti, è non scegliere la tradizionale formula del film-evento, generalmente riservata a documentari e docu-fiction. Se per questo genere di pellicole si scommette su una programmazione di soli 3 giorni, capace di polarizzare l’attenzione e massimizzare gli incassi, come accaduto di recente con Chiara Ferragni – Unposted, per io Io, Leonardo è previsto invece un grandioso esordio e una distribuzione in ben 300 copie, che copriranno tutte le principali sale sul territorio nazionale.

Ambizioso nella distribuzione, nella sostanza e nella forma: questo è Io Leonardo di Jesus Garces Lambert, già apprezzato regista di Caravaggio – L’anima e il sangue e Where are you? – Dimmi dove sei. Dopo il documentario dedicato al dramma della migrazione nel mondo contemporaneo, ma soprattutto dopo l’intenso lavoro sul Caravaggio, dominato dalla voce e dal carisma di Manuel Agnelli, il regista Jesus Garces Lambert rilancia la posta e per celebrare il genio di Leonardo da Vinci realizza un’opera complessa, debordante, visivamente splendida.

Docu-fiction è in realtà una definizione tremendamente riduttiva. Io Leonardo è infatti un film concepito come un’autentica wunderkammer: una camera delle meraviglie. È lo stesso Jesus Garces Lambert a scegliere questa definizione durante la recente conferenza stampa. Mentre descrive il progetto e la realizzazione del film, il regista messicano sottolinea la natura ibrida dell’opera, che da un lato si fonda sull’assoluto rigore della ricostruzione storica, dall’altro rompe il velo della verosimiglianza, per trascinare lo spettatore in una dimensione altra, surreale e onirica.

io, leonardo

La fantasmagoria di Io Leonardo si fonda su un incantesimo di innegabile fascino: vedere i dipinti-icona di Leonardo da Vinci, dalla Mona Lisa alla Vergine delle Rocce, fino all’Uomo Vitruviano, diventare carne e sangue, prendere improvvisamente vita sullo schermo. Non solo i volti, ma anche le avveniristiche invenzioni di Leonardo escono dal corpus degli archivi leonardiani e partecipano ad un racconto che attraversa i successi ma anche le paure, le incertezze e le ferite dell’artista simbolo del Rinascimento.

La fotografia di Daniele Ciprì, come l’attenta consulenza del Prof. Pietro Marani del Politecnico di Milano, Presidente dell’Ente Raccolta Vinciana del Castello Sforzesco, sono gli ingredienti segreti di un cocktail visivo ammaliante e insolito, capace di sorprendere ad ogni singola sequenza.

Forse, è stata meno felice la scelta di affidare Io Leonardo all’interpretazione di Luca Argentero e alla voce off di Francesco Pannofino. Pannofino, più che una semplice voce narrante rappresenta il suono della coscienza di Da Vinci. Ma rispetto ad altre sue brillanti performance, il risultato potrebbe risultare più artificiale, costruito. Allo stesso modo, nonostante l’impegno, non tutti gli spettatori apprezzeranno il Leonardo di Argentero: forse eccessivamente rigido e scolastico rispetto all’eclettismo delle invenzioni visuali.

Io Leonardo è al cinema da mercoledì 2 ottobre. La programmazione sui canali Sky è prevista invece da gennaio 2020, per proseguire le celebrazioni leonardiane e omaggiare ancora il genio di Da Vinci nel cinquecentenario della sua scomparsa.

Guarda il trailer ufficiale di Io Leonardo

Marta Zoe Poretti

Collaboratrice | Giornalista freelance laureata in filmologia e specializzata in storia del cinema | Film del cuore: Jules e Jim | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Humphrey Bogart | La citazione più bella: "Whatever doesn't kill you simply makes you... stranger." (Il cavaliere oscuro)


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