La Casa delle Bambole – Ghostland, recensione dell’horror di Pascal Laugier

scritto da: Stefano Terracina

Dopo il successo di Martyrs (2008) e l’uscita del suo primo film in lingua inglese, I Bambini di Cold Rock (2013), il cineasta francesce Pascal Laugier torna alla regia con il suo quarto lungometraggio, La Casa delle Bambole – Ghostland, pronto a fare il suo esordio nelle sale cinematografiche italiane da domani 6 dicembre grazie a Midnight Factory, etichetta di Koch Media che danni ormai porta in sala – e non solo –  il meglio della produzione horror mondiale.

La storia del film ruota attorno a Pauline e alle sue due figlie adolescenti, Beth e Vera, che ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e, soprattutto, di bambole antiche che rendono l’atmosfera tetra e inquietante. Una notte due intrusi penetrano in casa e prendono in ostaggio la famiglia. Pauline lotta disperatamente per salvare la vita delle figlie, riuscendo ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre la vita delle ragazze.

La Casa delle Bambole – Ghostland di Pascal Laugier dal 6 dicembre al cinema

Da grande appassionato di cinema qual è, Pascal Laugier sa come stimolare l’attenzione dello spettatore: con La Casa delle Bambole – Ghostland, infatti, il regista e sceneggiatore si diverte a giocare costantemente con i piani temporali, rendendo quasi imperscrutabile la differenza tra cosa è reale e cosa non lo è.

Sull’avvincente e pericolosissimo dualismo che esiste tra realtà e immaginazione si fonda essenzialmente la riuscita di questo horror: rivitalizzando i cliché imposti e omaggiando lo stile dei grandi maestri del passato (su tutti Tobe Hooper), Laugier mira a sottolineare quanto sia preferibile costruirsi un mondo ideale frutto della nostra fervida (e in alcuni casi salvifica) immaginazione, piuttosto che soccombere alla squallida e terrificante realtà che ci circonda.

Al cineasta francese va il merito di aver costruito un racconto estremamente teso in cui la violenza è sì mostrata fino all’estremo, ma al tempo stesso priva di una giustificazione narrativa logica: come nei migliori home invasion che si rispettino, non sappiamo nulla del background dei due psicopatici che tengono in ostaggio le protagoniste, né tantomeno dei motivi che li spingono a tenerle segregate in casa e a torturarle.

Inoltre, l’espediente abusato della bambola nel cinema horror acquista qui una nuova ed interessante connotazione, dal momento che diviene da un lato ampliamento della condizione di sudditanza in cui sono costrette a vivere Beth e Vera, prigioniere di una sorta di parco giochi folle e disumano; dall’altro simbolo di una lotta di rivendicazione che vede ancora oggi al centro la donna e il martirio del suo corpo.

Con La Casa delle Bambole – Ghostland (qui il trailer italiano ufficiale), Pascal Laugier realizza un horror che sovverte le aspettative del pubblico, riuscendo a sorprendere e a destabilizzare. Il film ricolloca lo spettatore avvezzo al genere in un ambiente riconoscibile e in una storia familiare, trascinandolo per circa 91 minuti in un claustrofobico viaggio al limite tra paranoia e razionalità forse non originalissimo, ma sicuramente affascinante e suggestivo.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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