Le Ragazze di Wall Street – Hustlers, recensione del film con Jennifer Lopez

scritto da: Ludovica Ottaviani

Le Ragazze di Wall Street – Hustlers è il titolo del film che segna il ritorno di Jennifer Lopez sul grande schermo: un ritorno in grande stile, pirotecnico e incalzante, che condivide insieme alle colleghe Constance Wu, Lili Reinhart, Keke Palmer, Julia Stiles, Cardi B e Lizzo, a loro volta due astri nascenti della scena musicale prestate al cinema. Il film, diretto dalla regista Lorene Scafaria, dopo aver infiammato RomaFF14 approderà nelle sale il prossimo 7 novembre.

Destiny (Wu) fa la spogliarellista per provvedere a sé stessa e alla nonna, ma la sua vita cambia quando fa amicizia con Ramona (Lopez), la stella del club dove si esibiscono. Destiny impara con l’amica come conquistare il pubblico maschile, soprattutto la ricca clientela di Wall Street ma anche che, quando si fa parte di un sistema corrotto, bisogna imparare a sfruttare piuttosto che farsi sfruttare. Così Destiny, Ramona e altre spogliarelliste uniscono le forze per sovvertire le regole del gioco, almeno finché la situazione non sfuggirà loro di mano.

Hustlers rappresenta un’insolita variazione sul tema declinata in chiave ultra pop: l’impianto è quello di un tradizionale heist movie (pur essendo ispirato a un vero fatto di cronaca) a base di furti, raggiri e truffe; il ritmo è incalzante, forsennato, una funambolica girandola di situazioni disseminate tra gli alti – ma soprattutto i bassi – vorticosi e repentini del mercato finanziario più famoso e iconico del mondo.

Ma nonostante la premessa “di genere”, è lo sguardo della Scafaria a sovvertire completamente le regole del gioco: una donna al timone di regia che orchestra una sinfonia di altre donne, eccessive e pittoresche, talmente sopra le righe da essere più vere del vero. La Lopez, leader naturale dell’improbabile “banda”, non è mai stata tanto affascinante e spregiudicata sul grande schermo: incarna perfettamente il proprio personaggio, Ramona, la ballerina che decide di “sporcarsi le mani” sul campo per poter finalmente ottenere la propria indipendenza.

E sulla sua falsariga si muovono l’amica Destiny e le altre ragazze, tutte ammaliate dal sogno di una libertà ottenuta a caro prezzo, sfidando perfino la legge (per non parlare della morale), tutto in nome di un’utopia e per avere almeno la possibilità di affrancarsi da infanzie disagiate, presenti confusi, futuri incerti e bloccati al pit-stop di partenza, relazioni fallimentari che segnano il cuore e l’orgoglio.

Hustlers è un manifesto pop del femminismo post-moderno di matrice anni ’90, lontano dagli standard odierni del #MeToo perché ancora vicino, con il cuore, al carattere mainstream di un certo filone della cultura popolare che ha raggiunto il proprio acme a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90. Dai titoli caratterizzati da sgargianti colori a neon passando per la colonna sonora – che spazia nella scena pop e hip-hop – fino al look adottato dalle spogliarelliste, il film è un tripudio di eccessi visivi e sensoriali che colmano qualunque rischio di horror vacui incontrato lungo il cammino.

le ragazze di wall street

Ogni spazio, ogni rallentamento del ritmo viene bandito e lasciato fuori dalla porta del club; la velocità, l’asticella creativa che vertiginosamente si alza seguendo, appunto, gli andamenti dello script adattato da un’inchiesta giornalistica, contribuiscono a realizzare un prodotto finito completo, capace tanto d’intrattenere il grande pubblico quanto di mostrare, dietro i lustrini e i numeri di pole dance, un nuovo spaccato della nostra realtà.

Uno dei concetti chiave a partire dal quale si dipana Hustlers, infatti, è quello di sisterhood, “sorellanza”: le donne protagoniste mettono da parte rivalità e invidie, diventano sodali l’una con l’altra perché unite da dolori e ferite simili che le accomunano e finiscono per fare squadra, affrontando insieme il pericolo e il brivido dell’illegalità. Soprattutto il rapporto tra Ramona e Destiny è quello intimo e inossidabile tra due sorelle “non di sangue”, legate tra loro da codici non detti, aneddoti privati che scavano nel passato che entrambe cercano di preservare dalla spregiudicatezza del mondo là fuori.

Lorene Scafaria presta a Le Ragazze di Wall Street – Hustlers la propria regia patinata e mainstream, rassicurante perché richiama alla mente i grandi film che hanno costruito l’immaginario della generazione vissuta soprattutto negli anni ’90; la sceneggiatura – un meccanismo ad orologeria d’inganni e seduzioni – conferisce il ritmo e la giusta tensione mentre è il magnetismo del cast, e in particolare della mattatrice Jennifer Lopez, a tracciare il confine tra l’eccesso e il fascino, finendo per trasformare il film in una magnetica riflessione di genere sul ruolo delle donne e sulla loro determinazione nel raggiungere, a qualunque costo, un obiettivo.

Guarda il trailer di Le Ragazze di Wall Street – Hustlers

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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