Ma Cosa Ci Dice Il Cervello, recensione del film con Paola Cortellesi

scritto da: Ludovica Ottaviani

Ma Cosa Ci Dice Il Cervello è la commedia che riunisce ancora una volta, sul grande schermo, la coppia – nel cinema quanto nella vita – costituita da Riccardo Milani (regista) e Paola Cortellesi, attrice protagonista a fianco a un cast all stars che comprende Stefano Fresi, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Claudia Pandolfi, Alessandro Roja, Carla Signoris con la partecipazione di Teco Celio e Tomas Arana.

Un cast notevole per raccontare la storia di Giovanna (Cortellesi), una donna dimessa – addirittura noiosa – che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Fresi, Marchioni, Mascino, Pandolfi) tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

Ma Cosa Ci Dice Il Cervello (qui il trailer ufficiale) soffre una schizofrenia legata al binomio forma/contenuto: un’idea buona e promettente per una commedia dalle venature action finisce per essere “piegata” alle logiche della commedia moraleggiante, pronta a narrare una storia funzionale solo all’intento morale-educativo che vuole evidenziare.

Il risultato finale è ben lontano dalla riuscita comica del precedente Come un Gatto in Tangenziale: il tentativo di mescolare l’action con la commedia funziona all’inizio ma presto, come un meccanismo difettoso, s’inceppa nel momento in cui si cerca d’insinuare, nella sceneggiatura, troppe sotto-trame che allontanano e confondono, abbassando il potenziale (comico) della linea narrativa principale.

Paola Cortellesi, da sempre abile attrice brillante, risulta credibile a “intermittenza”, così come finisce per essere discontinua la risata suscitata dai singoli episodi in cui si frammenta lo script: funzionano alcuni comprimari come Memphis o la Minaccioni, che riescono a dare corpo a personaggi macchiettistici tipici del modello della commedia all’italiana, riflettendo attraverso una lente deformante quelli che sono vizi privati – e sporadiche pubbliche virtù – dell’italiano medio.

Ma Cosa Ci Dice Il Cervello funziona, appunto, nei frammenti in cui si avvicina di più agli schemi tradizionali della commedia commerciale tradizionale, dove si ride per il grottesco, per l’eccesso, per la battuta salace e di spirito; quando cerca di cambiare pelle addentrandosi nella parodia della spy story evocando i classici blockbuster alla Bourne o alla Bond (solo per citare i più famosi!) perde di credibilità, si trasforma in parodia di se stesso facendo sorgere spontanea una domanda: di cosa vuole parlare davvero questo film?

Domanda più che lecita, che finisce per rincorrersi nella mente dello spettatore per circa 98 minuti: è una commedia sul difficile ruolo di madre, moglie e lavoratrice (argomento che finisce per essere toccato e banalizzato nel corso della narrazione)? Oppure l’intento di Milani & co. è solo quello di affrontare codici tipici di altri generi per raccontare la nostra realtà? O addirittura – come finisce poi per rivelarsi – Ma Cosa Ci Dice Il Cervello vuole semplicemente mettere a fuoco le contraddizioni ormai fuori controllo del mondo che ci circonda, invocando il motto evergreen “L’unione fa la forza”?

Difficile fornire un’unica chiave di lettura. Milani sembra avere tutto sotto controllo, ma gli unici che finiscono per restare confusi e allibiti davanti allo schermo sono gli spettatori, che si abbandoneranno di sicuro al ritmo action incalzante della commedia forse senza porsi nemmeno troppe domande, pur restando con dubbi irrisolti e risposte lacunose che non riuscirà a trovare nemmeno dopo la prima visione.

Guarda il trailer di Ma Cosa Ci Dice Il Cervello

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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