Separati Ma Non Troppo recensione della commedia francese

scritto da: Redazione

A tre anni di distanza da Bis – Ritorno al Passato, il regista francese Dominique Farrugia torna dietro la macchina da presa con Separati Ma Non Troppo (Sous le Meme Toit in originale), nuova commedia ispirata a fatti di cronaca reali, raccontando di una coppia di divorziati costretta a condividere lo stesso appartamento per problematiche economiche.

Nel cast l’attore Gilles Lellouche è affiancato dall’attrice Louise Borugoin e dai giovani Marilou Berry e Manu Payet. Il film è scritto dallo stesso Farrugia assieme a Laurent Turner. Uscito ad aprile 2017 nella sale francesi, il film arriverà in Italia il 13 settembre.

Yvan (Gilles Lellouche) e Delphine (Louise Bourgoin) sono sposati da 15 anni ma sono in crisi da tempo. Dopo una scappatella di lui, i due decidono di divorziare. A causa della mancanze finanziare di Yvan, incapace di trovarsi un appartamento coi suoi soldi, l’uomo è costretto a tornare ad abitare assieme alla ex moglie e ai due figli adolescenti Mèlissa (Marilou Berry) e Nico (Manu Payet), nel suo 20% della casa di proprietà. La tragicomica situazione coniugale costringerà Yvan e Delphine a vivere da separati… in casa!

Separati Ma Non Troppo dal 13 settembre al cinema

Strutturato come un lungo flashback dove i protagonisti raccontano le vicende andando a ritroso nella storia, con Separati Ma Non Troppo Farrugia realizza una leggera e innocua commedia frances , intessuta con una regia convenzionale senza picchi e una messa in scena dall’occhio televisivo seppur elegante e ben confezionata.

In bilico tra toni più leggiadri e tentativi più agrodolci, il film sfrutta l’ironia raffinata del cinema medio d’Oltralpe, cercando un giusto equilibrio narrativo tra atmosfere concilianti e l’ambizione di tematiche più serie.

Separati Ma Non Troppo fatica, però, a trovare una propria identità filmica e una precisa direzione da prendere in fase di scrittura e modalità di racconto della stessa. Sospeso tra gli stilemi e i canoni di una classica commedia romantico/sentimentale e una degli equivoci, e un film dal respiro più ampio; una riflessione semiseria sul rapporto di coppia ai tempi attuali della crisi economica.

Combattuto tra un discorso sulla lotta coniugale e i rapporti di forza tra marito e moglie, e l’umorismo da romantic comedy non sempre riuscito, Separati Ma Non Troppo (qui il trailer italiano ufficiale) si affida eccessivamente a sequenze cliché e dinamiche tra i personaggi troppo costruiti e ovvi, imbastiti in una sceneggiatura che osa meno delle sue premesse iniziali.

Con un ampio cast di comprimari a cui però manca carisma, si salva la coppia protagonista Lellouche/Bourgoin nei panni di Yvan e Delphine (stessi personaggi del film Delphine 1, Yvan 0 del 1996 sempre diretto da Farrugia), che riescono a dare fascino e forza ai loro personaggi, cosa che manca a Separati Ma Non Troppo. 

Il film di Dominique Farrugia appare innocuo e spento nella realizzazione di intenzioni più propositive, richiudendosi in una commedia semplicistica (dove si ride abbastanza poco) sul sistemare le cose nei rapporti amorosi, senza però il coraggio di un finale più malinconico e rischioso.

Redazione

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