The Nest – Il Nido, recensione dell’horror diretto da Roberto De Feo

scritto da: Carlotta Guido

Con The Nest – Il Nido, Roberto De Feo porta sugli schermi cinematografici la sua opera prima, un horror elegante e dal sapore internazionale. Il lungometraggio sarà in sala a partire dal 15 agosto grazie a Vision Distribution con la produzione della Colorado Film.

Nella tetra e teatralissima Villa dei Laghi in Piemonte, il giovane Samuel (Justin Alexandre Korovkin) trascorre tranquillamente – forse anche troppo! – la sua vita, supportato dalle insane cure di Elena (Francesca Cavallin), madre rigida e dall’animo oscuro. Samuel è costretto sulla sedia a rotelle a causa di un brutto incidente quando era ancora un bambino e la sua condizione rende ancora più facile per Elena la sua carcerazione coatta. Solo con l’arrivo di Denise (Ginevra Francesconi), il giovane protagonista riuscirà finalmente a scoprire il mondo al di fuori della Villa.

Roberto De Feo dirige il film con rigore e con una grossa spinta autoriale: proprio per questo, The Nest – Il Nido si appresta a diventare un unicum nel panorama produttivo cinematografico italiano. L’opera vive di un’elaborata eleganza visiva che inquadra il sentimento della paura con una modalità innovativa, divenendo quasi un terrore ordinato e predisposto nell’espletamento delle sue funzioni più recondite.

The Nest – Il Nido: un unicum nel panorama italiano, che inquadra la paura con una modalità innovativa

A reggere il gioco delle immagini c’è un gruppo di interpreti che si trova profondamente a suo agio nell’esprimere i propri caratteri. Fra tutti una terrorizzante Medea interpretata da Francesca Cavallin e un inquietante e servile “mostro”, il Dottor Christian, che porta il volto di Maurizio Lombardi.

Il film approda ad un livello interessante anche sotto il punto di vista musicale e scenografico. La colonna sonora è infatti firmata da Teho Teardo (L’amico di famiglia, Il divo), che riesce a trasformare in musica il senso di soffocamento perpetrato dalla villa “protagonista”, mentre il disegno scenico di Francesca Bocca (La terza madre, Dopo mezzanotte) rende geometrica e perfettamente inquietante l’intera cornice narrativa.

Forte quindi di un apparato visivo seducente e ben costruito, The Nest – Il Nido trova la sua cifra nella suggestione che, a volte, in fase di scrittura lascia scoperti alcuni passaggi e alcuni snodi emotivi che avrebbero potuto trovare una luce sicuramente migliore. Ciononostante, il film è un ottimo punto di partenza per una voce cinematografica nostrana pronta a spiccare il volo, dividendosi  tra riflessioni familiari e paradisi perduti, il cui mondo ospitante non è affatto quello che sembra.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


Siti Web Roma