The Report, recensione del film di Scott Z. Burns con Adam Driver

scritto da: Carlotta Guido

Scott Z. Burns ritorna sullo schermo con The Report, lungometraggio “di denuncia” presentato al Sundance Film Festival di quest’anno con Adam Driver e Annette Bening. Il film uscirà nelle sale italiane solo dal 18 al 20 novembre, per poi arrivare sulla piattaforma Prime Video a partire dal 29 dello stesso mese.

Al giovane Daniel Jones (Adam Driver) viene assegnato l’arduo compito di indagare sui comportamenti scorretti della CIA in ambito di detenzione internazionale. Nei panni inediti di investigatore, Daniel sarà costretto ad affrontare il muro di omertà alzato dalle alte sfere degli Stati Uniti d’America intorno alle pratiche barbare e brutali di interrogatorio post 11 settembre. Con l’appoggio della senatrice Dianne Feinstein (Annette Bening), Daniel viaggerà nell’oscurità dell’animo umano per denunciarne le barbarie commesse.

Smascheramento, investigazione, sentimento di impotenza nei confronti dei centri di potere, labile confine tra volontà personale e necessità universale, diritti umani: questi i temi che The Report si trova ad affrontare mettendo in scena una storia che trova le sue radici in una verità lacerante. Dai tempi di Tutti gli uomini del presidente (1976) – per citare solo il più noto – fino a Il caso Spotlight (2015), il lungometraggio di inchiesta mette in moto la necessità catartica e umana del perseguimento della verità.

Scott Z. Burns, dopo Plutonio 239 – Pericolo Invisibile (2006), porta a casa il risultato con un’opera filologico/cinematografica – la sceneggiatura è stata costruita sulla base dei reali resoconti d’inchiesta – che si inerpica tra le 6700 pagine del report redatto da Daniel Jones durante la sua forsennata ricerca.

The Report è circondato, per questo motivo, da quella sensazione mista di rabbia e stupore data dalla lettura di un documento inedito, folgorante e stupefacente nel proprio contenuto. La schiettezza della senatrice Feinstein funge da perfetto contrappunto alla foga genuina di Daniel. Questo loro essere coerentemente umani si scontra, a sua volta, con i personaggi/marionetta dai tratti ridicoli dei dottori preposti all’attuazione degli schemi di tortura.

The Report riesce a catapultare lo spettatore in medias res, a proiettarlo direttamente nel contenuto vivo della vicenda senza troppi giri di parole, soffermandosi sulla brutalità delle sovrastrutture e sull’impossibilità di poter enunciare la verità in un eterno effetto Cassandra.

Guarda il trailer ufficiale di The Report

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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