The Wife – Vivere nell’Ombra recensione del film con Glenn Close

scritto da: Stefano Terracina

Glenn Close è probabilmente abituata a “vivere nell’ombra”. Sin dal suo esordio all’inizio degli anni ’80, la straordinaria interprete di personaggi memorabili come Alex Forrest in Attrazione Fatale o Isabelle de Merteuil in Le Releazione Pericolose ha pagato a caro prezzo la sua appartenenza alla medesima generazione attoriale di colleghe del calibro di Meryl Streep e Jessica Lange, che la critica, le organizzazioni professionali e lo stesso pubblico sembrano da sempre preferire a lei.

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Dopo Mistero a Crooked House (uscito nelle nostre sale lo scorso anno), l’attrice candidata ben 6 volte al premio Oscar torna protagonista assoluta sul grande schermo di un’affascinante storia sulla celebrazione dell’amore e del sacrificio, ma anche e soprattutto sull’elogio della donna nella sua più antica e suscettibile declinazione, quella di moglie.

In The Wife – Vivere nell’Ombra, Glenn Close interpreta Joan Castleman, la perfetta moglie devota di Joe Castleman (interpretato da Jonathan Pryce), carismatico scrittore che si appresta a ritirare il Premio Nobel conferitogli per la sua celebre e apprezzata produzione letteraria.

Alla vigilia dell’evento Joan, che da sempre sopporta e giustifica ogni comportamento del marito (inclusa la sua ripetuta infedeltà), si troverà a fare i conti con il sacrifico più grande della sua vita compiuto proprio in nome dell’uomo per il quale ha rinunciato al suo talento, ai suoi sogni e alle sue ambizioni.

The Wife – Vivere nell’Ombra dal 4 ottobre al cinema

Diretto dall’acclamato regista svedese Björn Runge, The Wife – Vivere nell’Ombra è un film che si fregia essenzialmente delle meravigliose interpretazioni di due giganti della recitazione. Glenn Close e Jonathan Pryce – per la prima volta insieme sul grande schermo – accolgono sulle loro spalle tutto il peso di una storia tenera ma allo stesso tempo complessa sul matrimonio e sulla famiglia, sui patti taciti che scandiscono le relazioni e sui segreti che potrebbero cambiare per sempre la vita delle persone che amiamo.

La regia misurata di Björn Runge si diletta nell’immortalare le dinamiche coniugali come se i due protagonisti fossero al centro di un grande palcoscenico, lasciando agli attori un’adeguata ed efficace libertà interpretativa, mentre la sceneggiatura di Jane Anderson – basata sul romanzo di Meg Wolitzer che dà il titolo al film – conduce gradualmente lo spettatore in un’intrigante riflessione sui compressi che facciamo, sui segreti che manteniamo e sui sacrifici che accettiamo quando – per amore – decidiamo di condividere la nostra vita con un’altra persona.

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Glenn Close riesce, con la sola potenza del suo sguardo vibrante e con i suoi inconfondibili gesti decisi e spigolosi, a far trasparire tutte le sorprendenti sfumature di una donna fin troppo devota all’uomo che ama, sempre contenuta, spesso timida, pronta a rimanere in secondo piano pur di far brillare l’uomo che ha scelto come compagno di una vita, ma anche ad esplodere da un momento all’altro. A tenerle testa, un Jonathan Pryce magnetico e travolgente nei panni di un uomo accecato dalla sua ambizione e vinto dal senso di colpa.

The Wife – Vivere nell’Ombra (qui il trailer italiano ufficiale) è il tenero racconto di una relazione di mezza età solo all’apparenza felice, l’avvincente storia di un matrimonio basato sulla passione da alimentare e sull’ambizione da assecondare, la testimonianza eclatante del comprovato talento di due magnifici attori che insieme, sullo schermo, riescono a creare qualcosa di toccante in maniera autentica.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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