Un Valzer tra gli Scaffali, recensione del film di Thomas Stuber

scritto da: Carlotta Guido

Un Valzer tra gli Scaffali (In den Gängen) è il nuovo lungometraggio di Thomas Stuber con protagonisti Franz Rogowski, Sandra Hüller e Peter Kurth. Il film ha partecipato a numerose manifestazioni, tra cui il 68esimo Festival del Cinema di Berlino, conquistando il Premio della Giuria Ecumenica e il Premio delle Giurie Indipendenti; ha inoltre conquistato il premio per il miglior attore al Deutscher Filmpreis.

Per quanto la traduzione del titolo in italiano si discosti dall’originale tedesco, esso rimanda alla suddivisione del film in tre tempi riferiti ai protagonisti: Christian (Franz Rogowski), Marion (Sandra Hüller) e Bruno (Peter Kurth). L’intero lungometraggio sembra quindi seguire il movimento musicale del famoso “Danubio Blu” che ne apre la sequenza iniziale: Marion e Christian sono costretti a fronteggiare la tragica quotidianità della vita e del lavoro in un grande magazzino, tentando di dare un senso al loro amore per certi versi impossibile.

Un Valzer tra gli Scaffali di Thomas Stuber dal 14 febbraio al cinema

Un Valzer tra gli Scaffali parte da quel realismo poetico tipico della memoria cinematografica tedesca per trasformarsi agilmente in qualcosa di più terreno. La direzione di Stuber si sofferma sugli aspetti più marginali della vita dei personaggi, rendendoli tuttavia il motore dell’azione. Complice una costruzione dell’immagine molto elegante e una colonna sonora – curata da Milena Fessmann– capace di accompagnare perfettamente gli stati d’animo complessi cui il film fa confrontare lo spettatore.

Gli interpreti principali si inseriscono in una narrazione articolata che li rende manifestazioni di una solitudine drammaticamente condivisa. Il supermercato diviene quindi un microcosmo in cui un’umanità sfinita e profondamente sola e abbandonata a se stessa cerca di sopravvivere. Anche il sentimento più nobile fra tutti, l’amore, sembra essere impossibile in un ambiente che sembra dividere più che unire. Ogni personaggio crede di conoscere l’altro perfettamente; tuttavia questo non gli impedisce di comportarsi come delle monadi impazzite e incapaci di cogliere la sofferenza altrui.

Un Valzer tra gli Scaffali (qui il trailer italiano ufficiale) narra l’indocilità di due ombre all’insistenza del male provocato dalla solitudine. L’opera ha il pregio di scandagliare l’articolazione degli affetti umani, evitandone la banalizzazione. Dall’avvicinamento di due singolarità scaturiscono questioni etiche e morali che possono essere sollevate al valore universale. Si può quindi affermare che l’ultima fatica di Stuber – dopo il pluripremiato Herbert (2015) – ha poco a che fare con il romanticismo e molto invece con l’esplorazione dell’animo umano. Il film uscirà il prossimo 14 febbraio grazie alla Satine Film.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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