His Dark Materials – Queste Oscure Materie, recensione della serie

scritto da: Ludovica Ottaviani

His Dark Materials – Queste Oscure Materie è finalmente approdata sul piccolo schermo: dopo il primo tentativo di adattare l’omonima trilogia di Philip Pullman per il cinema nel 2007, questa volta spetta alla felice combinazione tra HBO e BBC risollevare le sorti disastrose del precedente tentativo, grazie anche ad un cast imponente che vede protagonisti la giovanissima Dafne Keen (già ammirata in Logan – The Wolverine di James Mangold) accanto a consolidate star come Ruth Wilson, James McAvoy, Lin-Manuel Miranda, Clarke Peters e Anne-Marie Duff.

La serie, composta da 8 episodi, dopo un breve passaggio – durante lo scorso novembre – presso il Lucca Comics & Games, verrà trasmessa ufficialmente in Italia da Sky Atlantic e NOW TV a partire dal 1 gennaio 2020; intanto, è già stata confermata una seconda stagione composta sempre da 8 episodi e trasmessa, ancora una volta, da BBC One e HBO (potete leggere qui la notizia).

In un mondo parallelo alla Terra governato dal potentissimo Magisterium, che reprime – bollandola come eretica – qualsiasi conoscenza sfidi le sue idee e in cui le persone camminano con al fianco un daimon, ovvero un animale che ne incarna l’anima, His Dark Materials – Queste Oscure Materie racconta la storia della piccola orfana Lyra Belacqua (Keen) che viene affidata, quasi appena nata – dallo zio Lord Asriel (McAvoy) al Jordan College di Oxford. Lyra è una ragazzina ordinaria all’apparenza: trascorre le sue giornate sui libri, a sognare avventure al di là del pur dorato mondo in cui ha trascorso tutta la sua fin qui breve vita.

Misteriosamente scomparso nel nulla un suo amico, però, sarà lei ad andare a cercarlo. La sua missione la porterà a scoprire un vasto complotto che riguarda il rapimento di bambini e in cui fa la sua comparsa un inquietante fenomeno chiamato Dust, la Polvere; inoltre, Lyra farà la conoscenza dell’affascinante e ambigua Mrs Coulter (Wilson), con la quale si dirigerà verso Nord, in un pericoloso ed eccitante viaggio alla ricerca di risposte a domande che l’hanno tormentata fin da bambina e alla scoperta di minacciosi segreti che cambieranno la sua vita per sempre.

Il ritorno di His Dark Materials – Queste Oscure Materie è stato accolto dai fan, bramosi di una seconda buona occasione, con un misto di timore ed eccitazione: ancora scossi dall’insuccesso del precedente adattamento, temevano per le sorti della loro eroina Lyra ma soprattutto che la complessità di una saga come quella di Pullman potessero essere, ancora una volta, banalizzata in nome del mainstream, volontariamente epurato da contaminazioni dark ritenute poco adatte per una saga destinata, prettamente, al mondo dell’infanzia.

Ma contro ogni pronostico, lo sceneggiatore – e showrunner della serie, insieme a Jane TranterJack Thorne è riuscito nell’ardua impresa di lasciare inalterato lo spirito (e la profondità) del romanzo senza mai tradirlo, anzi, fidandosi del tocco registico del Premio Oscar Tom Hooper (Il Discorso del Re) per realizzare un vero e proprio gioiello da collegare nell’inesplorato universo sospeso tra fantasy e steampunk.

his dark materials - queste oscure materie

Quest’ultimo si configura come un genere di crescente interesse ma ancora difficile da collocare: cos’è steampunk? Tutto ciò che strizza semplicemente l’occhio alla Londra vittoriana? Tutto quello che viene calato nel bel mezzo della prima rivoluzione industriale? In realtà la definizione stessa del fenomeno è ben più complessa e inafferrabile, perché lo steampunk va oltre e cerca di costruire, con verosimiglianza, accuratezza storica e meticolosa precisione, degli universi paralleli plausibili dove la tecnologia a vapore è imperante, l’estetica appartiene al passato ma ci sono elementi fantasy che si mescolano abilmente nel tessuto narrativo costruito.

E la trilogia di Pullman – composta dai tre romanzi La Bussola D’Oro, La Lama Sottile e Il Cannocchiale D’Ambra – trova finalmente la forma d’espressione ideale nei tempi, negli spazi e nei respiri della serialità, permettendo agli otto episodi di scavare nel cuore profondo – e complesso – dei romanzi, concedendo a tematiche come la spiritualità, il ruolo della religione e gli aspetti dogmatici legati a un culto specifico di trovare la propria via d’espressione privilegiata, mutilata nel precedente tentativo cinematografico perché considerati di poco appeal per richiamare l’attenzione del grande pubblico.

His Dark Materials – Queste Oscure Materie, con il suo cast all-star formato da attori tanto famosi quanto versatili e talentuosi, riesce a superare il banco di prova più complesso, concedendo a una delle trilogie fantasy inglesi più famose di oggi di avere una seconda occasione, anticipando addirittura degli elementi presenti nella seconda trilogia scritta da Pullman e intitolata Il Libro della Polvere. Il risultato è uno splendido affresco visivo che far riflettere sui confini – ormai sempre più “sfumati” – tra televisione e cinema, con la prima capace di eguagliare (se non addirittura di superare) il proprio “gemello” gareggiando entrambi per il ruolo di specchio più efficace della pop culture odierna.

Guarda il trailer di His Dark Materials

Ludovica Ottaviani

Redattrice | Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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