The Boys, recensione dei primi due episodi della serie Prime Video

scritto da: Carlotta Guido

Direttamente dal fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson, l’omonima serie televisiva The Boys, targata Amazon Prime Video, è pronta a sconvolgere tutto quello che si era immaginato fino ad oggi sull’universo “Made in USA” dei supereroi.

La serie, firmata da Eric Kiple, Evan Goldberg e Seth Rogen, vede i cosiddetti “Sette”, una squadra di eroi al servizio degli Stati Uniti d’America – composta da Starlight (Erin Moriarty), Patriota (Antony Starr), Queen Meeve (Dominique McElligott), A-Train (Jessie Usher), Abisso (Chade Crawford) e Black Noir (Nathan Mitchell) – che, con la scalata al successo e il raggiungimento del potere, arriva a diventare un covo di supercattivi. Sarà compito di alcuni “ragazzi” – i The Boys del titolo, appunto – difendere il mondo dal male dilagato tra i vecchi supereroi.

In The Boys si nota la grande voglia di sorprendere e sovvertire l’ordine precostituito, regalando allo spettatore punti di vista poco esplorati con i quali approcciarsi al consueto complesso degli eroi. Per questo motivo si potrebbe parlare di una estremizzazione visiva – di per sé già molto forte e accattivante – volta alla fidelizzazione di un target molto teen alla ricerca di un nuovo lato oscuro con cui confrontarsi.

La teologia negativa perpetrata da un prodotto del genere, cova in se stessa il germe del suo successo ma, al contempo, rischia di diventare un prodotto troppo pop e troppo pulp, proteso nel tentativo di creazione di nuovi archetipi “di grido”. C’è da dire che il disegno sonoro ideato da Christopher Lennertz Io sono tu (2013), Sausage Party (2016) – rende il tutto febbrilmente stuzzicante.

The Boys, la serie tratta dall’omonimo fumetto, su Prime Video dal 26 luglio

Di certo, nelle prime due puntate, il ritmo rimane sempre alle stelle, la costruzione della tensione tra i vari personaggi si snoda con facilità e maestria, riuscendo nell’impresa di colpire anche lo spettatore più dubbioso. Uno dei lati certamente più efficaci di The Boys è la lettura per certi versi socio-politica del mondo dei supereroi, anche loro alle prese con un manager e al allo stesso tempo vittime del sistema.

Bimbi viziati, aggressivi e corrotti dalla bramosia di potere, il super perde il suo appeal in favore della mitizzazione della normalità. Lo scettro della giustizia e la conservazione del bene è quindi posto nelle mani di esseri inconsueti nella loro quotidianità quali Billy Butcher (Karl Urban), Madelyn Stillwell (Elisabeth Shue), Latte Materno (Laz Alonso), Piccolo Hughie (Jack Quaid), Femmina della Specie (Karen Fukuhara) e Francese (Tomer Karpon).

The Boys può rappresentare quindi un ottimo diversivo rispetto a quello che si è visto finora, sia da un punto di modulazione seriale che di approccio espressivo. La serie (qui il trailer ufficiale) sarà distribuita su Prime Video a partire dal prossimo 26 luglio.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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